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Visita dell'assessore regionale Giancarlo Conta al Consorzio

Lunedì 22 ottobre l’assessore regionale al ciclo dell’acqua, arch. Giancarlo Conta, ha fatto un sopralluogo presso l’area sperimentale di ricarica della falda attivata dal Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta.

L’assessore, accompagnato dal Segretario Regionale all’Ambiente ing. Roberto Casarin, è stato accolto dal Presidente del Consorzio, Danilo Cuman, dal Direttore ing. Niceforo, dal sindaco di Schiavon, comune ove è localizzata l’area di interesse, e da altri amministratori locali. Si tratta di un’area di circa 1 ettaro, in prossimità di un proprio esistente impianto irriguo, ove il Consorzio ha scavato delle scoline, affiancate da alberature, in cui viene fatta scorrere acqua nelle stagioni di abbondanza, che così si infiltra nel terreno, molto permeabile, per ritrovarla in falda e nelle risorgive.

Dalle misure già effettuate risultano dei valori molto interessanti di infiltrazione idrica; se la cosa si potesse estendere su un’area di circa 100 ettari, si potrebbero infiltrare infalda volumi d’acqua di qualche decina di milioni di metri cubi, circa lo stesso valore dei prelievi acquedottistici da parte della società regionale Veneto Acque previsti a favore della bassa padovana e del rodigino.

La piantagione di essenze arboree (a ciclo breve) consente ogni biennio di ottenere una produzione di biomassa utile per un utilizzo energetico da fonte rinnovabile, con un interessante recupero dei costi. Questo potrebbe facilitare il diffondersi, in futuro, di tale soluzione, che offrirebbe ai proprietari dei terreni un ritorno economico, attivando, nel contempo, una diffusa ricarica della falda, con notevole beneficio generale.

L’idea del Consorzio è anche quella di ottenere, in questo modo, di poter realizzare un nuovo impianto di irrigazione a pioggia (quindi con il massimo del possibile risparmio idrico). Si tratta di prolungare l’esistente condotta del diametro di 2000 mm, che alimenta la centrale di Nove e Marostica e che con un successivo stralcio si potrà estendere fino a lambire il territorio di Sandrigo. Proprio grazie alla rete di tubazioni, usando la cadente naturale senza alcun pompaggio, si potranno realizzare più ambiti come quellosperimentale già attivato, distribuiti nel territorio, in cui riversare in falda le acque, di ottima qualità, derivate dal fiume Brenta.

Il Consorzio Pedemontano Brenta è sempre stato sempre in prima linea in difesa delle falde del Brenta ed ha inviato le proprie osservazioni al progetto di Veneto Acque ancora nel dicembre 2006, come peraltro avvenuto anche negli anni precedenti. La posizione del Consorzio non è dire: “l’acqua non si deve prendere”, perché l’acqua è un bene di tutti e tutti hanno diritto di fruirne, anche in base alle leggi. Ma è altrettanto giusto che i luoghi da dove l’acqua viene prelevata debbano essere tutelati per primi, vista la situazione di degrado che già questa nostra area sta vivendo.

Pertantooccorre procedere alla ricarica delle falde prima di pensare a nuovi prelievi dalle stesse.

Il Consorzio non si è mai fermato a lanciare l’allarme o a sottolineare i problemi, ma ha sempre accompagnato le tematiche con una serie di proposte e di progettualità. In questo ambito trova notevole interesse quanto attuato a Schiavon, che ha ottenuto finora ampio gradimento.

Dopo il sopralluogo l’assessore Conta e il Presidente Cuman hanno raggiunto a Nove i sindaci del territorio, dove è stato affrontato il tema delle traverse – o “rampe” – in Brenta.

Come Consorzio”, afferma Cuman, “riteniamo che tali opere possano essere utili per una stabilizzazione dell’alveo del Brenta, che in passato ha subìto forti abbassamenti. Tale fenomeno è però più evidente nel padovano, tant’è che le nostre antiche prese irrigue a Carmignano sono oggi più alte di 6-7 metri rispetto al letto del Brenta; pertanto sarebbe da dare priorità a traverse in quella zona, piuttosto che nella zona più a nord, dove peraltro pare non vadano più terebrati i nuovi pozzi, che si concentreranno invece a Carmignano. Per la ricarica delle falde, invece”, prosegue Cuman, “pensiamo che le rampe diano un effetto limitato, mentre sarebbe di gran lunga più efficace la nostra proposta di ricarica nel territorio della destra Brenta”.

 

 

     
Consorzio di bonifica Brenta
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