DISINQUINARE DALLA PLASTICA. UNA SPERIMENTAZIONE A ROSA'

Il Consorzio è stato coinvolto in una sperimentazione molto interessante, con l’obiettivo di intercettare la plastica che finisce nel mare attraverso i fiumi e i canali. A tale scopo è stato individuato un sito particolarmente meritevole, la roggia Dolfina in comune di Rosà. Si tratta di un corso d’acqua (derivato dal fiume Brenta) che attraversa centri urbani e si colloca in un tratto in cui si ha una certa velocità idrica e molto frequentato dal pubblico per la presenza, parallela al canale, di una pista ciclabile.


L’impianto pilota è stato temporaneamente installato dalla ditta Mold di Vanni Covolo, denominato “river cleaning” (cioè “pulizia dei fiumi”), attraverso una barriera modulare, mobile e galleggiante che non impatta negativamente sulla fauna. Tale barriera devia le plastiche (ed eventuali altri detriti) galleggianti verso un punto di raccolta automatizzato che richiede pochi interventi diretti da parte degli operatori. In sostanza
il sistema è costituito da boe intelligenti, un sistema di ingranaggi che si autoalimentano ruotando grazie alla corrente dell’acqua.
I rifiuti plastici sono un problema sotto gli occhi di tutti. Ogni anno, milioni di tonnellate di questo materiale si riversano negli oceani tramite i fiumi; a quel punto diventa impossibile, o molto oneroso, andarli a rimuovere.
Il Consorzio affronta sempre con maggiori difficoltà il problema dei rifiuti. Durante le asciutte stagionali per le manutenzioni nei canali si trova di tutto: alluminio, plastica, vetro ed ogni sorta di spazzatura abbandonata da chi pare avere gran poco rispetto e senso civico.
Durante la sperimentazione fatta a Rosà, si è riscontrato che in due giorni il sacco si riempie, quindi la quantità di rifiuti è addirittura superiore a quanto si potesse pensare, visto che tutto sommato le acque sono abbastanza pulite e il Brenta è considerato uno dei fiumi di buona qualità.
Visto che l’ottanta per cento dei rifiuti trovati nei mari proviene dalla terraferma, il ruolo dei fiumi e dei corsi d’acqua in tal senso è notevole.
È qui, dunque, che si deve partire. La pulizia parte a monte, ma il Consorzio, impegnato su questo fronte, da solo non può fermare la cattiva abitudine che vede i corsi d’acqua come discariche a cielo aperto, perché “l’acqua fluisce e porta via tutto”… Non si può ragionare così, perché oltre a creare egoisticamente un problema agli altri, si crea alla collettività un maggior costo, che tutti dovremo pagare!
L’abbandono di rifiuti non crea solo un danno all’ambiente, ma anche un pericolo per il territorio, perché potrebbe ostruire i corsi d’acqua causando straripamenti.
Occorre quindi investire sui giovani, che devono essere resi consapevoli. Solo loro possono maturare una diversa sensibilità, perché si tratta soprattutto di un problema culturale.
Intanto, la sperimentazione con la barriera modulare sta dando ottimi risultati e buone prospettive, anche se rimane il problema economico dello smaltimento, di cui nel frattempo si è presa carico la ditta.

Cittadella, 9 agosto 2021

Consorzio di bonifica Brenta
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