AL FESTIVAL DELLA BONIFICA RIFLETTORI PUNTATI SUL DEFLUSSO ECOLOGICO


Il presidente del Consorzio, Enzo Sonza accompagnato dal vicepresidente, Sebastiano Bolzon e dal direttore, Umberto Niceforo hanno partecipato venerdì 4 giugno al convegno sul tema “Deflusso ecologico: dalla teoria alla pratica. Opportunità e criticità per il fiume e il territorio”.

L’appuntamento, inserito nel programma a Terrevolute | Festival della Bonifica che si è chiuso ieri a San Donà di Piave nel veneziano, ha permesso di approfondire una tema quanto mai attuale e delicato viste le possibili conseguenze che potrebbero derivare anche nel bacino del Brenta.
Con il punto della situazione sull’attuazione della Direttiva Deflussi Ecologici del 2017, i relatori che si sono alternati, hanno messo l’accento sull’importanza della sostenibilità della risorsa idrica dal punto di vista ambientale ma anche la necessità di una efficienza per i diversi portatori di interesse sul territorio. A partire dalle innovazioni (di carattere idrologico, idraulico, ecologico e biologico) per la determinazione del deflusso ecologico, introdotte dalla nuova normativa, si sono affrontate le possibili criticità e le diverse opportunità sia per il sistema “fiume” sia per il “territorio” circostante.
Se da una parte il concetto di deflusso ecologico è un’evoluzione del deflusso minimo vitale (già impiegato da anni nei fiumi italiani), sussiste il fondato timore che un’applicazione rigida delle Normative europee (valide per contesti completamente diversi da quelli dei Paesi della zona Mediterranea) porti a gravi danni ai territori che delle acque dei fiumi si giovano da secoli per svariati utilizzi, non solo agricoli.


Il problema si pone nei periodi di siccità, nei quali i fiumi italiani, a differenza di quelli del nord Europa, tendono a ridurre fortemente le portate fluenti. In tali momenti diviene impossibile avere portata d’acqua costante e contemporaneamente soddisfare le derivazioni che adducono le acque alle reti idrauliche che vanno ad alimentare tutto il reticolo che si dirama in modo capillare nei territori laterali ai fiumi, sia a favore dei sistemi irrigui che degli svariati usi ambientali connessi. La coperta, cioè, è troppo stretta, e per lasciare acqua nell’alveo dei fiumi si rischia di desertificare il territorio di migliaia di ettari accanto ai fiumi stessi.
Una tematica di non poco conto, su cui vanno fatte attente riflessioni e su cui il mondo dei Consorzi di bonifica ha proposto agli Organi Superiori la necessità di una profonda revisione.

Cittadella, 7 giugno 2021

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