12 MILIONI DI CONTRIBUTI PER UN NUOVO IMPIANTO PLUVIRRIGUO


Il Ministero delle Politiche Agricole ha assegnato 12 milioni di euro al Consorzio di bonifica Brenta per realizzare il progetto di un nuovo impianto pluvirriguo nella destra alta Brenta, presentato ormai alcuni anni fa. I fondi provengono dalla Legge 145 del 2018, “fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle Amministrazioni dello Stato e allo sviluppo del Paese”.
«Non solo noi ma gli stessi agricoltori aspettavano da anni questo finanziamento – ha spiegato questa mattina nell’incontro con i giornalisti il presidente del Consorzio, Enzo Sonza – Un finanziamento che risponde da una parte alle esigenze agricole per supportare nuove colture aprendo così a nuove sfide e dall’altra a soddisfare le normative europee sul risparmio dell’acqua ma anche della ricarica della falda».
Il progetto in esame ha infatti la doppia valenza di potenziare il servizio irriguo a favore delle colture agrarie del territorio, con la tecnica dell’irrigazione di precisione, che consente il massimo risparmio idrico possibile e di dare un contributo alla ricarica della falda.
Il progetto riguarda un'area di 1550 ettari ricadente nei comuni di Colceresa, Schiavon, Breganze e Sandrigo e si sviluppa ad ovest ed a sud degli esistenti impianti pluvirrigui consorziali alimentati dalle esistenti centrali di pompaggio di Marostica e Nove. L’impianto preleva l’acqua dal fiume Brenta e con una tubazione raggiunge i tre apparati pluvirrigui già esistenti fino alla zona di Pianezze. Da qui verrà realizzata una nuova condotta del diametro di 2 metri nella direttrice est-ovest sino ad arrivare, dopo 1100 metri, a Colceresa, dove verrà realizzata la nuova centrale di pompaggio. Quattro le pompe da 130 l/s che verranno messe subito in opera, mentre altre tre sono previste per un futuro secondo lotto. Le condotte interrate di “dettaglio” (per un totale di 72 km tra condotte primarie e di dettaglio) forniranno acqua in pressione a 3,5 atm alle singole proprietà con 1233 idranti di consegna che saranno installati assieme a limitatori di portata (per scongiurare l’uso improprio) servendo un territorio di 930 ettari (primo stralcio sui 1550 ettari totali).
«A differenza dei sistemi tradizionali di irrigazione a scorrimento – ha illustrato il direttore del Consorzio, ing. Umberto Niceforo – si utilizzerà solo l’acqua necessaria limitando gli sprechi ed aprendo la possibilità a nuove colture specializzate e di pregio per una risposta al Territorio. Con questo intervento viene garantita acqua a tutti con una logica collettiva. Il consumo di acqua sarà di 1/3 passando dai 2 litri al secondo per ettaro con il sistema a scorrimento ai 0,6 l/secondo per ettaro con il sistema a pioggia sino ai 0,3 l/secondo per ettaro se con il sistema a goccia. È questo il futuro».
Una volta completato il progetto, sarà possibile alimentare altri lotti, sia in pianura che in collina, tramite ulteriori finanziamenti. L’opera comprende la centrale di pompaggio dell’importo di 1.061.827 euro e la rete tubata per 7.501.007 euro, a cui si aggiungono gli oneri di acquisizione delle aree per 640.242 euro, l’IVA al 22% ed altri oneri di esecuzione.  I tempi sono i seguenti: entro 3 mesi l’indizione delle gare d’appalto, entro 18 mesi l’aggiudicazione definitiva, entro 20 mesi l’inizio lavori, che dovranno essere completati in 36 mesi.
L’intero intervento verrà illustrato nelle prossime settimane agli utenti interessati.

Cittadella, 17 settembre 2020

 

 

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