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SPECIFICHE APPLICATIVE




Normative per il rilascio di “Concessioni” di superfici del Demanio Idrico dello stato e di “autorizzazioni” in area di rispetto idraulico

Ai fini della tutela e della conservazione dei canali consorziali, delle opere di bonifica e delle relative pertinenze, la costruzione di manufatti ad essi prospicienti o in qualche modo connessi è possibile previo rilascio di concessione o autorizzazione idraulica da parte del Consorzio.

Il mutato assetto delle competenze sui corsi d’acqua, stabilito con le deliberazioni della Giunta Regionale n. 3260 in data 15.11.2002 e n. 2510 in data 08.08.2003, nonché la disciplina dei canoni per l’utilizzo dei beni del demanio idrico, stabilita sempre dalla Giunta Regionale (D.G.R. 1997/04), unitamente alla procedura per il rilascio delle autorizzazioni e concessioni idrauliche (D.G.R. 2509/03), pone in capo ai Consorzi di bonifica la gestione della rete idrografica minore esistente nel comprensorio.

Più in dettaglio, le tre Delibere di Giunta Regionale riportate in oggetto riguardano rispettivamente:

l’individuazione della rete idrografica che rimane nella “gestione” diretta della Regione e, implicitamente, di quella che, per differenza, sarà gestita dai Consorzi di bonifica competenti per territorio e sulla quale pertanto questi eserciteranno le funzioni di polizia e manutenzione idraulica, quelle per il rilascio di autorizzazioni e concessioni sui beni demaniali e per la riscossione dei canoni relativi. I corsi d’acqua rimasti in “gestione” regionale nel comprensorio del Consorzio di bonifica Brenta sono i seguenti: fiumi Brenta, Bacchiglione, Tesina, il canale Brentella, i torrenti Astico, Brentone, Chiavone, Giarone e Laverda. La rete idraulica restante, all’interno del perimetro di contribuenza consortile, è gestita dal Consorzio;

le nuove tariffe in vigore dal 2004 poste a base del calcolo dei predetti canoni, che saranno riscosse per conto del Demanio direttamente dai Consorzi di bonifica;

l’atto di delegazione amministrativa in forza del quale i Consorzi potranno esercitare formalmente le funzioni indicate in precedenza.

Si rimanda al testo per eventuali ulteriori approfondimenti.

La concessione idraulica è atto riguardante opere che determinano l’occupazione di aree demaniali.

L’autorizzazione idraulica riguarda opere ed interventi che si ubicano nelle pertinenze idrauliche dei canali, siano essi demaniali che consorziali.

Per pertinenze idrauliche dei corsi d’acqua si intende l’area di rispetto lungo ciascuna sponda, della larghezza di 10 o più metri a seconda dell’importanza del canale, misurati partendo dal ciglio esterno se trattasi di canale incassato rispetto al piano campagna, o dall’unghia inferiore dell’argine se trattasi di canale arginato.

La realizzazione di opere da parte di terzi, pubblici e privati, rientranti nelle situazioni sopradescritte, per cui è prescritto il conseguimento della concessione o dell’autorizzazione, riguardano le seguenti tipologie:

1. Sdemanializzazione relitti di canali demaniali  estinti o tombinamenti

2. Recinzioni da 4 a 10 metri dal canale

3. Costruzione, ampliamento o sanatoria di fabbricati da 0 a 10 metri dal canale

4. Muri di sponda e protezioni spondali

5. Piste ciclabili o marciapiedi da 0 a 10 metri dal canale

6. Ponti e accessi carrai

7. Tombinature

8. Canalizzazioni

9. Attraversamenti e parallelismi di servizi in genere

10. Trasformazioni territoriali (lottizzazioni, strumenti urbanistici generali o varianti generali); scarichi acque meteoriche nei canali di bonifica

11. Miglioramenti fondiari o scavi da 0 a 10 metri dal canale.

     
Consorzio di bonifica Brenta
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