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Situazione di emergenza idrica

Da “Caronte” a “Minosse” – così vengono definiti i fenomeni di calura prolungata che stiamo vivendo – questa estate è caratterizzata non solamente da temperature elevate, ma anche da una particolare scarsità idrica, vista la sostanziale assenza di piogge (a parte qualche breve acquazzone). Nel bacino del Brenta per ora si sta cercando di fronteggiare la situazione grazie alle preziose riserve idriche costituite dagli invasi montani del Corlo e del Senaiga, di proprietà dell’ENEL. In base ad una convenzione risalente al 1951, il Consorzio di bonifica Brenta ha diritto a metà del volume d’acqua accumulato in questi bacini allo scopo di integrare le portate naturalmente fluenti (sempre scarse in questa stagione) in modo da garantire l’irrigazione a un territorio molto ampio, che interessa 54 Comuni nelle tre province di Padova, Treviso e Vicenza, per una superficie di 30.000 ettari ed oltre 20.000 aziende agricole servite. Nonostante le condizioni climatiche critiche, si è riusciti a riempire fino all’orlo i due citati bacini alla data del primo luglio, come avviene ogni anno, anche grazie ad un’ordinanza del Presidente della Regione che ha imposto nel precedente periodo di siccità di accumulare l’acqua all’interno di tali serbatoi. Sarebbe adesso il momento giusto per fornire alle colture agrarie il prezioso liquido per garantire i raccolti, attraverso un reticolo di canali realizzato ancora all’epoca della repubblica di Venezia e che oggi viene usato anche con molte altre funzioni. Il rinnovo dell’ordinanza regionale si è verificato per la terza volta, solo che ancora viene imposto ai Consorzi del bacino del Brenta, come anche del Piave, di ridurre le derivazioni del 5%, in modo da trattenere acqua negli invasi montani. A questa decisione apparentemente non si riesce a trovare un motivo, visto che ad oggi il livello del Corlo è sceso di soli due metri! E’ in questo periodo che si verifica la massima richiesta d’acqua per l’assetata pianura, e poi a settembre viene comunque imposto lo svaso dei serbatoi allo scopo di trattenere le impetuose piene autunnali degli affluenti del Brenta… In altre parole, perché penalizzare la pianura se in montagna i bacini sono ancora pieni? Gli utenti del Consorzio di bonifica Brenta cominciano a manifestare insofferenza, in quanto non sempre riescono a effettuare nel modo ideale le irrigazioni. L’irrigazione si svolge con turni variabili dai 7 ai 15 giorni, per cui le conseguenze della situazione sui raccolti agricoli possono essere fortemente impattanti. Altrettanto impattante può risultare la situazione dal punto di visto igienico-sanitario, essendo spesso i canali consortili recapito di depuratori e tenendo conto che le acque correnti offrono un benefico effetto di vivificazione.

 
     
Consorzio di bonifica Brenta
Riva IV novembre, 15 - 35013 Cittadella (PD) - Tel. 049/5970822 - Fax 049/5970859 - E-mail: info@consorziobrenta.it - Posta certificata: consorziobrenta@legalmail.it