Una nuova area umida a Pozzoleone
Gruppo operativo Brenta 2030
Il Gruppo Operativo Brenta 2030, collocandosi in sinergia con l’omonimo progetto LIFE, ha l’obiettivo di ridurre i conflitti d’uso e aumentare la redditività delle aziende agricole attraverso la valorizzazione del servizio di salvaguardia idrica. Il progetto mira a convertire gli attuali conflitti d’uso in opportunità di finanziamento, attraverso l’applicazione di approcci legati ai Pagamenti per i Servizi Ambientali.
Nel fare questo il progetto risponde principalmente ai problemi di abbassamento della falda, di conflitto tra l’uso agricolo intensivo dei territori e la destinazione ad area strategica di rilevanza regionale per il prelievo idrico e di bassa sostenibilità economica del mantenimento di pratiche agricole con elevato consumo idrico, con attenzione alla ricarica della falda e al miglioramento della qualità idrica ed ecologica delle acque. In tale ambito vi è l’obiettivo di definire un sistema innovativo di remunerazione delle aziende agricole e del Consorzio di bonifica per i servizi idrici resi (ad esempio quello di ricarica della falda).
Si tratta di un’iniziativa finanziata dal Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2014-2020 con fondi europei. In tale ambito il nostro Consorzio ha partecipato come partner, sia offrendo il proprio bagaglio conoscitivo che realizzando un’azione concreta: una nuova area umida in comune di Pozzoleone.
L’obiettivo è quello di incrementare la consistenza delle popolazioni di fauna selvatica nell’ambito degli ecosistemi agricoli e di migliorare la capacità del territorio rurale ad essere habitat di specie. Pertanto si è inteso sia incrementare le biodiversità a scala locale, che migliorare la gestione delle risorse idriche, anche con la sottrazione di superfici dedite alla fertilizzazione e all’utilizzo di pesticidi.
L’area umida, che ha un’estensione di 860 metri quadrati, è stata realizzata con sponde dolcemente degradanti, rive dall’andamento sinuoso, fondale ad altezza variabile rivestito di argilla da cui affiorano piccole isole.
La presenza di acqua all’interno dell’area umida sarà garantita in tutti i periodi dell’anno e favorirà lo sviluppo delle macrofite acquatiche di impianto e la creazione di un habitat adatto alla sosta, all’alimentazione ad alla riproduzione della fauna selvatica.
Si tratta di un progetto pilota, piccolo ma significativo in quanto esportabile, in cui si coniugano le esigenze ambientali a quelle di gestione delle acque.

