Un mare d’acqua

Un’altra stagione anomala e quasi tutta l’acqua in mare

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Ancora una volta assistiamo meravigliati a cambiamenti climatici nel volgere di pochi giorni o settimane; se l’anno scorso da gennaio ad aprile ci si trovava in una crisi idrica straordinaria, prolungamento della terribile annata 2022, quest’anno col mese di febbraio si è caduti in una situazione del tutto opposta. Dopo gli eventi del 26 e 27 febbraio, di cui si è già dato ampio resoconto, per tutto il mese di marzo e tuttora le condizioni del fiume Brenta si sono mantenute di grande abbondanza, con valori di portata elevata in modo prolungato.

Se tutto questo risulta sicuramente positivo per recuperare le riserve, sia in montagna con le nevicate che per le falde acquifere della pianura, resta una nota dolente che non possiamo non evidenziare: tutta questa acqua non è stata trattenuta come scorta per stagioni meno favorevoli che di certo si presenteranno, ma se ne è andata inutilmente a mare.

Si parla ormai di volumi incredibilmente enormi, centinaia di milioni di metri cubi d’acqua, sufficienti a risolvere un’intera estate per tutto il sistema territoriale interessato. Invece, in assenza di adeguate infrastrutture di trattenimento, l’acqua se ne è andata via. Un vero e proprio spreco.
E ciononostante ancora qualcuno dubita sull’utilità di creare nuovi bacini che diventino preziose scorte d’acqua.

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