Un’estate “ai tropici”
Tra bombe d’acqua e un caldo africano
Il gran caldo della prima metà di settembre è l’ennesima prova di come il clima sia un elemento ormai imprevedibile… questo periodo di afa, infatti, è stato interrotto, più volte, da inquietanti episodi che denunciano un clima ormai quasi tropicale.
L’8 giugno abbiamo vissuto momenti di crisi nella pedemontana, in particolare nel bassanese. Poi nell’ultimo week end di agosto la natura di nuovo si è scatenata, ancora nella pedemontana, con piogge di brevissima durata e grandissima intensità, provocando spiacevoli allagamenti. Si sono verificati cedimenti spondali sul torrente Chiavone a Breganze, prontamente riparati dal Consorzio con un primo intervento, cui dovrà seguirne un secondo di maggiore entità; inoltre, immediatamente a nord della nuova Superstrada Pedemontana Veneta è andata sott’acqua la rotatoria dello svincolo che è stata realizzata in modo poco accorto al di sotto il piano di campagna, in una zona dove tutti i corsi d’acqua sono sopraelevati in quanto recapitano nel torrente Laverda che, appunto, è pensile.
Per quest’ultima problematica, i vertici del Consorzio si sono incontrati con i tecnici della Regione e della Superstrada per valutare il da farsi; è necessario risezionare e riarginare il torrente Riale presente in loco e realizzare una nuova cassa di espansione per farvi sfogare le piene. La Regione si è impegnata a finanziare questi due interventi, il primo a breve e il secondo per l’anno prossimo. Nel frattempo Superstrada Pedemontana Veneta dovrà pompare le acque nel vicino torrente Laverda del Genio Civile.
Altri episodi critici si sono manifestati anche a Pianezze, Colceresa e Marostica, confermando la validità di riprendere il progetto del Collettore di gronda come già ipotizzato proprio dopo i fenomeni dell’8 giugno con i sindaci della zona, che lo stanno portando all’attenzione dei propri Consigli Comunali.
Si sperava che questi fenomeni fossero cessati, quando la mattina del 7 settembre un altro evento del tutto singolare si è abbattuto questa volta nella zona bassa del territorio, tra Torri di Quartesolo e Mestrino, provocando ulteriori problemi, che si stanno valutando in sinergia coi Comuni interessati.
Anche l’andamento dell’acquifero sotterraneo è risultato del tutto particolare: se a gennaio mostrava uno dei valori più bassi degli ultimi anni, con le piogge di giugno la falda è risalita, dopo ha iniziato a calare toccando ad agosto valori minimi, per poi ricrescere in pochi giorni e arrivare a metà settembre al valore più alto degli ultimi sei anni.
In parallelo, la stagione irrigua è risultata altrettanto anomala, in quanto iniziata prematuramente a marzo, per poi ridursi con le piogge di giugno e riprendere a pieno regime tra luglio e agosto. Arrivati a metà settembre, si pensava di essere in fase conclusiva, ma il gran caldo ha richiesto di proseguire seppur in modo ridotto. Dal punto di vista irriguo l’annata però è stata molto positiva, visto che le colture agrarie, grazie all’irrigazione, hanno avuto ottimo sviluppo; in particolare il mais ha iniziato a essere trebbiato già da metà agosto mentre i prati hanno avuto finora quattro tagli.
Il servizio del Consorzio - che con il proprio personale ha lavorato al massimo per derivare e smistare le acque nell’articolata rete di canali a servizio del comprensorio - è stato quindi fondamentale sia per garantire i raccolti, che per minimizzare l’impatto degli allagamenti.
Al proposito occorrono però forti investimenti per migliorare i sistemi idraulici di difesa e il Consorzio ha proposto vari progetti al riguardo, che si spera possano essere presi in considerazione dallo Stato e dalla Regione e prontamente finanziati, come del resto sta avvenendo.

