SICCITÀ ORMAI CONCLAMATA
Forti preoccupazioni per la stagione irrigua
Da quasi quattro mesi non piove! Siamo di fronte a una situazione di siccità ormai conclamata, che comincia a divenire fortemente preoccupante sia in vista della ormai prossima stagione irrigua, sia per mantenere i flussi minimi nella capillare rete idraulica che irradia il territorio, senza i quali nascono problemi igienico-sanitari ed ambientali.
La criticità della situazione idrica è oggettiva, e si può riassumere ed evidenziare con alcuni dati stagionali significativi (prendendo come riferimento il 5 febbraio 2021 e il 5 febbraio 2022), di seguito riportati:
- lo scorso anno la portata fluente del Brenta si attestava a 37.29 metri cubi al secondo, quest’anno a 9.49 (-27.8 mc/sec); il nostro fiume, infatti, è ridotto in questi giorni a un rigagnolo (vedasi foto);
- la quota del bacino del Corlo, principale invaso montano e indispensabile riserva idrica per il Consorzio, si attestava l’anno scorso a 262.27 metri sul mare, quest’anno la quota è pari a 253.52 (-8.75 metri);
- l’ultima pioggia significativa risale ai primi del mese di novembre 2021;
- la piovosità accumulata tra il 1° gennaio e il 5 febbraio 2021 è stata pari a 46.2 millimetri, mentre quella dello stesso periodo di quest’anno è stata di 13.6 millimetri (-32.6 mm);
- la quota della falda rilevata a Cittadella nel 2021 era di 40.8 metri sul mare, mentre attualmente risulta essere di 39.48 metri (-1.32 metro);
- la scorta di neve in quota è molto minore rispetto a quella presente nello stesso periodo del 2021.
Tutti i dati sopra riportati sono con il numero meno davanti, cioè raccontano di una tendenza in diminuzione, se non in forte diminuzione.
In questo momento dell’anno l’impatto della siccità per il Consorzio può anche essere tollerato, in quanto è il periodo in cui i canali vengono messi in asciutta per le manutenzioni periodiche, e quindi ci si troverebbe comunque in una situazione di riduzione idrica; ma non si può guardare solo all’immediato: fortissime sono le preoccupazioni per il prossimo futuro. Infatti, se le falde sotterranee e i bacini superficiali non verranno alimentati, come sta avvenendo, il rischio che l’acqua manchi purtroppo è del tutto evidente. E le conseguenze sono chiare.
Il Consorzio da tempo ha avvertito il rischio del cambiamento climatico e sottoposto all’attenzione la necessità – ormai evidente – di realizzare opere compensative per risparmiare l’acqua (impianti pluvirrigui) e tesaurizzarla (bacini di regolazione). Anche in questa occasione, quindi, non ci resta che ripetere l’appello alle Autorità Superiori affinché raccolgano le proposte e ne programmino la realizzazione con i fondi pubblici idonei allo scopo.

