Siccità infinita
Situazione idrica difficile
Roggia Moneghina al minimo derivata dal fiume Astico-Tesina a Bolzano V.no
Sembra impossibile, ma da novembre sono quasi sei mesi che non piove in modo significativo.
Nel bacino di alta e media pianura del Brenta la situazione idrica rimane molto critica, come quella dei mesi precedenti. Si sono verificati dei brevi fenomeni localizzati di precipitazione, ma gli scarsi quantitativi di pioggia non hanno comunque influito come si sperava sulle coltivazioni agricole, che hanno iniziato ad essere irrigate in maniera massiva.
La portata fluente del fiume Brenta è rimasta quasi sempre carente; essa è stata fortunatamente integrata dallo scarico della centrale idroelettrica ENEL di Cavilla (acque regolate dal bacino del Corlo, provenienti dal bacino idrografico del torrente Cismon), raggiungendo livelli di acqua minimi per la gestione del periodo in corso.
Si sottolinea però come l’imprevedibilità e la variabilità degli svasi provenienti da tale centrale metta in grande difficoltà la gestione irrigua da parte del Consorzio, che in caso di mancato apporto si troverebbe in poche ore a fronteggiare una situazione a dir poco drammatica. La situazione comunque fa evidenziare dei notevoli cali di portata in alcune ore della giornata o nei fine settimana (momenti in cui la produzione energetica viene sospesa in quanto vi è minore richiesta energetica), mentre l’irrigazione richiede una costanza di livelli e portate.
In altre parole, la regolazione viene attuata unicamente con criteri di produzione energetica, e non con quelli irrigui. Tale situazione, nata negli anni Cinquanta in cui l’agricoltura aveva una realtà completamente differente, è necessario venga adeguata all’attualità e in tal senso è indispensabile una apposita implementazione da parte delle Autorità competenti, che il Consorzio ha già richiesto.
Dopo l’effettuazione del primo taglio del fieno, a fine maggio, l’irrigazione dei prati stabili ha comportato un grosso dispendio della risorsa idrica, andando ad impegnare gran parte dell’acqua derivata.
In altri ambiti dove il sistema irriguo è ad aspersione il Consorzio è riuscito a razionalizzare meglio i consumi, soddisfacendo in maniera completa le esigenze di molti più consorziati.
Rimane molto grave la situazione delle risorgive e delle falde acquifere in generale. Il calo è purtroppo costante e dalle stime effettuate si è riscontrata una diminuzione delle portate, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, di circa 1,7 m³/sec. Alcuni pozzi poi, soprattutto nella zona del vicentino (Bressanvido, Schiavon, Breganze) iniziano ad avere problemi di sollevamento in quanto stanno arrivando alla quota di fondo. La portata delle risorgive è attualmente inferiore alla minima storica registrata nell’anno 2017, con un valore totale di soli 1,2 m3/sec per tutta la destra Brenta. Si ricorda che la portata degli anni Sessanta era di 14 m3/sec.
La situazione quindi è molto delicata da gestire, con richieste sempre più pressanti da parte degli utenti. Le spese che comunque il Consorzio ha affrontato e deve affrontare sono come quelle degli anni precedenti ed anzi risultano in misura superiore a fronte del maggiore impegno a gestire una situazione così emergenziale, per non parlare dell’incremento dei costi energetici per il funzionamento delle centrali di pompaggio irrigue.
Si ribadisce ancora una volta come sia necessario implementare adeguati finanziamenti pubblici per un ammodernamento della rete irrigua esistente, tramite il passaggio a reti ad aspersione che come noto garantiscono un servizio efficiente, limitando gli sprechi e andando a servire con quantitativi di prelievo della risorsa inferiori aree molto più vaste. Inoltre, è fondamentale tesaurizzare la risorsa idrica con adeguati bacini di invaso (nel caso del comprensorio del Brenta, l’unica soluzione adeguata è quella del serbatoio del Vanoi) e provvedere ad un incremento della ricarica della falda che già il Consorzio attua.
Le proposte sono sul tavolo da diverso tempo, attendiamo le risposte.



