Scampato pericolo

Il Brenta arrivato a valori limite

Notizie

L’evento, puntualmente previsto dal Centro Funzionale Decentrato della Regione Veneto, è iniziato il sabato 27 ottobre 2018 da metà mattinata, con una pioggia accumulata complessiva giornaliera di circa 4/5 millimetri nel nostro comprensorio. Tale precipitazione è stata ampiamente drenata dal terreno e non ha generato alcuna criticità nella nostra rete idraulica.
Domenica 28 ottobre 2018 le precipitazioni sono proseguite con accumuli medi di circa 30 millimetri soprattutto nella parte settentrionale del nostro comprensorio e non ha creato alcuna criticità alla nostra rete idraulica.

Diversamente, nella zona montana si sono verificate consistenti precipitazioni con quantitativi elevati nell’arco della giornata. Tali precipitazioni hanno determinato l’ingrossamento del fiume Brenta, del torrente Astico e del fiume Bacchiglione che delimitano il nostro comprensorio. Anche il fiume Tesina ha raggiunto una portata elevata.
Il nostro personale di sorveglianza ha monitorato il territorio verificando il regolare deflusso delle acque nei nostri canali.
Il Consorzio ha partecipato, durante la fase di allertamento, a varie riunioni: la prima si è tenuta in Prefettura di Vicenza domenica 28 pomeriggio, nella quale è stato fatto il punto della situazione in previsione di una importante piena del Bacchiglione anticipata dai modelli idrologici sperimentali.
Lunedì 29 ottobre, vista l’entità dell’evento, pur essendo giorno festivo (festa patronale) è stato aperto tutto il giorno l’ufficio del Consorzio per ricevere eventuali chiamate degli utenti.
Le precipitazioni sono proseguite nel nostro territorio con quantitativi di circa 50/60 millimetri, che fortunatamente non hanno generato particolari criticità o allagamenti.
Durante l’evento, inoltre, è stato svolto da parte del personale del Consorzio un attento monitoraggio dei corsi d’acqua, delle idrovore, delle chiaviche sul Bacchiglione e sul Brentella, nonché delle prese sul fiume Brenta, in particolare alla presa Colomba a Bassano del Grappa ed alla presa del Canale Unico a Marchesane.
Le idrovore consortili di Brentelle, Veggiano e Lissaro hanno funzionato anche se ad un regime minimo, in media con una sola pompa che si attivava saltuariamente.
Le precipitazioni nei rilievi montani sono state invece cospicue ed hanno causato una importante ondata di piena del Brenta, che ha superato i 600 metri cubi al secondo (dato ENEL), con una punta massima nella notte tra il 29 e 30 ottobre.
Dalle ore 18.00, vista l’entità della piena, è stata predisposta la messa in sicurezza della presa di Marchesane, con l’illuminazione del manufatto e la predisposizione di paratie aggiuntive per la chiusura delle bocche di presa.

E’ stato inoltre monitorato tutta la notte il livello del fiume Brenta, che è arrivato al culmine della piena a sfiorare di pochi centimetri la soglia sfiorante della presa di Marchesane.
In seguito alla enorme quantità di piante sradicate e trascinate dalla corrente del fiume Brenta, si sono bloccate le paratoie di derivazione del canale Medoaco alla presa Colomba.
La presa Colomba in seguito alla piena ha riportato dei cedimenti e scalzamenti sia nel manufatto che nelle murature di derivazione del canale Medoaco, come anche sulla traversa di derivazione. Valutazioni più precise verranno fatte quando il livello del fiume scenderà.
Nella stessa giornata di lunedì 29 ottobre il Consorzio ha partecipato ad un’altra riunione in Prefettura a Vicenza e a due riunioni in Prefettura a Padova per garantire il collegamento tra il personale del Consorzio e l’Organo Statale, in modo da rimanere costantemente aggiornati sull’esisto dell’evento e su eventuali criticità.
Nella giornata di martedì 30 le precipitazioni nel nostro comprensorio si sono quasi completamente esaurite, sono state sparse e con quantitativi dai 4 ai 10 millimetri di pioggia. L’onda di piena del Brenta ha attraversato il nostro comprensorio nell’arco della giornata senza causare esondazioni.
Di indubbio vantaggio è stato l’effetto moderatore da parte del serbatoio ENEL del Corlo (utilizzato d’estate anche a fini irrigui a favore del Consorzio) posto sull’asta del torrente Cismon (principale affluente montano del Brenta) ad Arsiè, nel bellunese. Esso, oculatamente, era stato abbassato in anticipo e si è riempito in poche ore, consentendo di trattenere un notevole volume d’acqua che altrimenti avrebbe pericolosamente incrementato le portate del Brenta. Certo che se la piena fosse stata di poco maggiore, anche il Corlo avrebbe esaurito il suo effetto.

Dai tempi della storica piena del 1966 (che, rispetto a questa, aveva avuto l’aggravante dello scioglimento della neve da poco caduta, mentre questa volta non è nevicato in precedenza) sono previsti nuovi serbatoi di laminazione delle piene, in particolare per il Brenta quello del Vanoi. In queste circostanze non si può non ricordare come tali opere sono ancora di estrema utilità e attualità, ed anzi ancor più necessarie del passato a seguito della forte urbanizzazione del territorio e dei cambiamenti climatici in atto.
Il messaggio quindi è: se stavolta nella nostra pianura è andata bene, non si deve rinunciare a proseguire nella progettazione e nell’esecuzione di opere di mitigazione idraulica che risultano irrinunciabili se si vuole veramente preservare il territorio dal rischio idraulico.

Banner

IMPIANTO PLUVIRRIGUO MEDOACO

Finanziato dall'Unione Europea - NextGenerationEU Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste

Banner

BIGLIETTO IRRIGUO

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE E SCARICARE IL TUO BIGLIETTO IRRIGUO