San Martino di Lupari
Incontro con gli utenti
Si è tenuta la sera dell’1 aprile scorso, a San Martino di Lupari, una riunione con i proprietari di terreni interessati dall’irrigazione al confine sud del nostro comprensorio, nell’ambito del Consorzio Acque Risorgive.
Erano presenti il nostro Presidente e Direttore e gli omologhi dell’altro Consorzio.
Sono stati chiesti chiarimenti sulle tecniche di irrigazione adottate e sul metodo di calcolo dei relativi tributi. Nel nostro comprensorio, infatti, sono possibili tariffe più ridotte grazie alle economie di scala di un’area irrigua molto più estesa, grazie alla autoproduzione idroelettrica che con otto centrali di produzione energetica abbatte i costi generali e grazie a sistemi irrigui che in maggior parte prelevano acqua da canali derivati dal Brenta, e quindi corsi d’acqua superficiali, anziché dalla falda profonda. Inoltre, dall’insediamento dell’attuale Amministrazione non sono mai stati effettuati aumenti dei tributi. Ancora, da noi non si registrano situazioni di prelievo abusivo d’acqua, grazie all’installazione diffusa di limitatori di portata e alla vigenza di un severo Regolamento Irriguo ormai attivo da decenni.
È stata quindi un’occasione utile per fornire suggerimenti ai colleghi dell’altro Consorzio su questi possibili accorgimenti, su cui si è registrata molta attenzione e disponibilità.
Nell’occasione gli utenti hanno riferito di avere, tempo fa, inviato una raccolta di firme in Regione per trasferire l’area in esame al nostro Consorzio, ma sembra che la Regione abbia risposto negativamente.
Si valuterà in futuro anche l’eventuale fattibilità di collegamenti idraulici tra le reti dei due Consorzi, in modo da favorire un’ottimizzazione dei sistemi, di cui si dovranno valutare costi e benefici. Ciò richiederebbe una gestione unitaria delle aree in esame; in un quadro, tuttavia, di scarsità della risorsa idrica, che fa temere per il futuro notevoli difficoltà ad estendere le attuali aree irrigate. E questo sia per le situazioni di siccità sempre più frequenti, sia per le nuove normative che prevedono di rilasciare più acqua nei fiumi e meno nei canali.
Ha trovato ulteriore conferma, quindi, l’utilità di reperire nuovi invasi in modo da incrementare le disponibilità idriche nei momenti di magra, opere quali il serbatoio del Vanoi che il nostro Consorzio propone ormai da molti anni.
Se una tale opera fosse presente, questioni come quelle in esame, segnalate ormai da tempo e vissute sulla pelle dell’utenza agricola, che ha margini economici sempre più ristretti, sarebbero facilmente risolte.


