Report irrigazione
Una stagione a singhiozzo
La stagione estiva ha visto un clima piuttosto variabile, con giornate molto calde ma anche l’alternarsi di piogge discrete.
Di conseguenza, l’irrigazione nel comprensorio è stata svolta appieno ma con una certa tranquillità, specialmente in confronto ad annate recenti molto critiche.
Le falde hanno positivamente risentito dell’abbondanza tardo-primaverile e sono salite di livello; le risorgive hanno avuto affiori discreti, pur ben lontani dai valori storici, e all’inizio maggiori rispetto all’anno scorso (mentre ora lievemente inferiori).
Dopo un maggio record quanto ad abbondanza idrica, si è poi avuto un giugno molto caldo e l’irrigazione è partita e arrivata a pieno regime tra giugno e luglio.
Nel frattempo le riserve montane erano molto favorevoli, essendosi riempiti i serbatoi del Senaiga e del Corlo, dell’ENEL, su cui il Consorzio ha diritto a metà volume.
Le buone condizioni delle portate fluenti nel Brenta hanno consentito di differire l’uso di tali invasi al 21 luglio, ma da quel momento l’utilizzo è stato necessario e l’irrigazione si è svolta in pianura al massimo grado.
Anzi, verso fine mese, pur usufruendo dei bacini montani e pur disponendo di una discreta portata transitante nel Brenta (che tuttavia calava giorno dopo giorno), in alcune zone della destra bassa del comprensorio stavano sorgendo problematiche di carenza, in particolare per le aree servite dalla roggia Contarina e dalla roggia Rezzonico.
Ulteriori piogge (27-28 luglio), che si sono poi ripetute (6 agosto), e un aumento della portata nel fiume hanno fatto sì che l’irrigazione si sia ridotta e che le criticità siano state superate, avendo inoltre interrotto l’utilizzo degli invasi montani, che per ora quindi sono stati usati in misura ridotta (è stato usato solo il 9 per cento della disponibilità).
Questo dimostra la grande oculatezza che come sempre deve essere usata nel gestire l’acqua: quando serve si usa, altrimenti viene tenuta “in granaio”. I granai dell’acqua sono le dighe!
Quella di quest’anno è quindi un’irrigazione un po’ a singhiozzo, che fa “respirare” l’utenza per quanto riguarda le colture agricole, ma comporta comunque un grande impegno per la struttura operativa del Consorzio, che deve continuamente adeguare le manovre sui vari organi presenti sui canali che corrono per centinaia di chilometri nel vasto comprensorio e sorvegliare con attenzione i deflussi delle acque.
E in ogni caso l’irrigazione si è rivelata indispensabile per garantire i raccolti e la qualità del nostro territorio anche in un anno come questo.

