Preoccupazione per l’acqua
Ordinanza presidente Zaia
Dopo una lunga assenza di piogge che si è protratta dal mese di novembre 2021, finalmente una discreta precipitazione ha interessato il Nordest nei giorni dal 24 al 27 aprile, ridando un po’ di fiato alle coltivazioni agricole e soprattutto, nel nostro territorio, alle portate del fiume Brenta, prima ridotto a un rigagnolo.
Il calendario delle asciutte dei canali del Consorzio, tuttavia, aveva già dovuto subire delle variazioni, in quanto a causa delle insufficienti portate d’acqua non si erano potuti riaprire tutti i canali nei giorni previsti.
La portata fluente del Brenta, oltre che dalla pioggia caduta, è stata poi ulteriormente rinforzata dalla riattivazione della centrale idroelettrica ENEL di Cavilla, che ha ripreso la sua attività il 27 aprile, raggiungendo livelli di acqua modesti ma accettabili per il periodo in corso.
Molti terreni agricoli infatti non sono ancora stati seminati e le richieste irrigue per ora sono per lo più legate a colture specializzate (ortofrutticole), pertanto l’attuale richiesta da parte dei consorziati in qualche modo può essere soddisfatta.
Tuttavia la stagione avanza e le preoccupazioni rimangono forti, perché se dovessero arrivare le temperature ordinarie e quindi la richiesta irrigua aumentasse, le disponibilità idriche non sarebbero sufficienti, essendo il Brenta sotto i valori medi di portata.
Lo scarso o assente manto nevoso in montagna non fan ben sperare, come anche la situazione della falda acquifera sotterranea: da recenti sopralluoghi presso le risorgive del nostro territorio le notizie non sono confortanti. La portata è infatti di soli 1,3 metri cubi al secondo, metà rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Inoltre, la falda dal 2021 è già scesa di 2,2 metri (valore misurato a Cittadella). Se è vero che le falde sono in calo da decenni e anche le risorgive, è anche vero che ci stiamo avvicinando al valore minimo storico toccato nel 2017.
Rimane quindi una situazione molto delicata da gestire, soprattutto quando le richieste da parte dell’utenza inizieranno ad essere superiori a quelle attuali. Nel frattempo le associazioni dei pescatori sono state allertate affinché provvedano ad eventuali recuperi ittici per carenza idrica, il che è già avvenuto in questi giorni nel Tesina tra Sandrigo e Bressanvido, corsi d’acqua di risorgenza.
Proprio in questi giorni è stata pubblicata un’ordinanza (la numero 37 del 3 maggio) del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che dichiara lo stato di crisi idrica su tutto il territorio regionale e raccomanda a tutti gli operatori di “utilizzare la risorsa acqua in modo estremamente parsimonioso”, limitando il consumo al minimo indispensabile. Il presidente Zaia ha inoltre ordinato che “i Consorzi di bonifica diano priorità al servizio irriguo nelle aree dotate di impianti a maggior efficienza irrigua”.
Risulta quindi indispensabile proseguire il processo di ammodernamento della rete irrigua esistente tramite il passaggio a reti in pressione, che garantiscono un servizio efficiente, limitando gli sprechi e andando a servire con quantitativi di prelievo della risorsa inferiori aree molto più vaste. Su questo percorso il nostro Consorzio è già avviato da tempo, ovviamente in base ai finanziamenti pubblici disponibili. In particolare, sono di recente pervenuti i fondi ministeriali per realizzare due nuovi impianti pluvirrigui uno in destra Brenta (Colceresa, Breganze, Sandrigo e Schiavon) e uno in sinistra Brenta (Bassano del Grappa e Rosà) e altri sette progetti sono stati da noi presentati nell’ambito di un bando nazionale i cui risultati dovrebbero venire divulgati a breve.
Oltre alla trasformazione irrigua, sarebbe auspicabile lavorare anche sulla tesaurizzazione dell’acqua: in particolare da molti anni il nostro Consorzio persegue l’obiettivo di un nuovo bacino sul Vanoi, che tuttavia incontra un percorso non facile e richiede il sostegno autorevole da parte della politica regionale e nazionale.
Se l’acqua non viene trattenuta in adeguati invasi, è inutile lamentarsi quando poi essa è poca…


