Pioggia in pianura, neve sul Grappa
Migliorata la situazione delle riserve idriche, ma per quanto tempo?
Dopo un inverno siccitoso, che ha destato notevoli preoccupazioni, il mese di aprile ha ribaltato le prospettive: piogge il 10 e 11, il 23 e il 24, il 28 e 29; in quest’ultimo caso addirittura con neve in montagna, come ci mostra bene il nostro Monte Grappa. Le precipitazioni sono state abbondanti ma ben distribuite, senza quindi creare alcun problema da punto di vista idraulico (tranne qualche rara e modesta eccezione), ma anzi cambiando positivamente il panorama delle riserve idriche.
Il serbatoio del Corlo, principale bacino nell’asta montana del Brenta, era riuscito a riempirsi già il 24 aprile, quando le ulteriori piogge hanno portato il fiume ad ingrossarsi con portate significative (sono stati raggiunti i 260 metri cubi al secondo). Il Grappa si è addirittura tinto di bianco, cosa abbastanza rara in questa stagione, anche se molto probabilmente con il rialzo delle temperature il manto nevoso si scioglierà in breve tempo.
C’è quindi maggiore ottimismo in previsione della stagione irrigua, ma essa deve ancora iniziare (la data di avvio ufficiale, come tradizione, è il giorno di San Marco, il 25 aprile) e quindi è difficile fare previsioni: il periodo che ci aspetta è ancora lungo.
Quello che desta rabbia è vedere tutta questa acqua che passa davanti ai nostri occhi e se ne va, senza poter essere tesaurizzata ed utilizzata nei momenti in cui sarà necessaria. Si pensi che dal 24 al 29 aprile sono transitati nel fiume quasi 100 milioni di metri cubi, un volume d’acqua enorme, come mostra la tabella:
giorno portata massima ore portata minima Ore portata media volume (mc)
24 aprile 262,4 10.30 193,5 0.30 237,8 20.545.920
25 aprile 254,7 4.45 163,4 23.45 225,2 19.457.280
26 aprile 202,8 23.45 163,3 1.00 176,8 15.275.520
27 aprile 209,6 4.15 151,8 23.15 193,9 16.752.960
28 aprile 153,5 12.15 132,8 22.45 142,2 12.286.080
29 aprile 138,1 18.00 129,1 19.30 131,5 11.361.600
totale 95.679.360
Si tratta, in soli sei giorni, di un volume pari al doppio del lago del Corlo, unico significativo bacino attualmente esistente in tutto il sistema del Brenta! E si pensi che il Corlo, quando si è in massima arsura estiva, è sufficiente solo per 20 giorni… e poi?
Questi dati confermano per l’ennesima volta (se ancora ce ne fosse bisogno) la necessità di costruire un altro serbatoio, quello sul torrente Vanoi, che potrebbe aumentare la sicurezza idraulica del territorio e nel contempo costituire una “cassaforte idrica” per i periodi di siccità.
È un’opera la cui importanza appare sempre più chiara. Non si potrebbe almeno partire a sviluppare la sua progettazione? Bella domanda… Da parte nostra non possiamo che riconfermare l’appello che dopo la piena di fine ottobre abbiamo inviato alla Regione e allo Stato, auspicando che tale opera possa trovare l’attenzione che merita, insieme a nuovi impianti di irrigazione con la tecnica pluvirrigua (già progettati dal nostro Consorzio e che attendono solo il finanziamento pubblico), per risparmiare acqua e offrire un servizio più efficace alle aziende agricole, e la ricarica della falda su cui il Consorzio sta già facendo molto.
L’acqua nelle nostre rogge derivate dal Brenta non è dedicata solo all’uso irriguo a favore dell’agricoltura, ma a vari altri utilizzi, comunque molto i mportanti: la vivificazione dei canali anche dal punto di vista igienico- sanitario, la vita per il mondo vegetale ed animale che ha il proprio habitat nei corsi d’acqua; l’alimentazione dei parchi delle ville storiche, beni monumentali vincolati; la messa in moto di centrali idroelettriche che producono energia pulita; l’azione di ricarica della falda che va a beneficio anche degli usi acquedottistici, che negli ultimi tempi hanno maggiori necessità di prelievo di acque sotterranee a favore del basso Veneto e delle aree vicentine colpite dall’inquinamento da PFAS; la fornitura d’acqua ad industrie ed attività artigianali.
Una migliore regolazione delle acque nel sistema fluviale del Brenta, come il citato serbatoio del Vanoi, arricchirebbe il nostro territorio e sarebbe fondamentale per prevenire negativi fenomeni di carenza o di eccesso d’acqua. Tutto questo è stato evidenziato dal nostro Presidente Enzo Sonza a Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, in occasione della recente inaugurazione della risorgiva Lirosa a Bressanvido, il 19 aprile scorso.
Il clima, ormai imprevedibile, può sempre riservare qualche spiacevole sorpresa; nel Terzo millennio è assurdo dover essere succubi di tali situazioni, si dovrebbe poterle governare…

