Piena attività durante le asciutte

Nel vivo la tradizionale operatività pre-irrigazione

Notizie

Con l’asciutta del canale Medoaco, principale vettore delle acque derivate dal fiume Brenta per l’intero comprensorio, chiuso da lunedì 9 marzo, si entra nel momento cruciale delle attività propedeutiche alla stagione irrigua, ormai prossima.

Innanzitutto si è constatato, con soddisfazione, che il grosso lavoro svolto in questo canale negli ultimi anni, con fondi della Protezione Civile Nazionale, sono risultati pienamente efficaci. Le murature su cui si è intervenuto risultano in condizioni perfette e le perdite che prima si manifestavano sono azzerate, con un grande risparmio idrico. Si sta già provvedendo, dentro il canale, all’asporto dei muschi, che ne riducono ogni anno la sezione, per portarlo alle condizioni ideali per un altro anno di deflusso.

Si ricorda come tra febbraio e aprile di ogni anno, da sempre, il Consorzio deve attuare, lungo la propria rete, le asciutte programmate, dovendo inibire per breve tempo il flusso d’acqua proveniente dal Brenta nella fitta diramazione di canali e rogge. È fondamentale per attuare i numerosi interventi di manutenzione al loro interno.
Si tratta di un intenso lavoro di tutta la struttura consortile, non certo improvvisato, ma programmato con mesi di anticipo, studiando e stilandone il calendario, redatto in accordo con i vari soggetti coinvolti, in particolare le Associazioni deputate al recupero della fauna ittica. Un lavoro di squadra, che tiene conto di tutte le esigenze e minimizza gli impatti, per offrire un servizio comunque indispensabile a un ampio territorio.
Le attività preparatorie e quelle esecutive sono molto articolate. II Consorzio, infatti, deve: da una parte organizzare e coordinare le attività di preparazione dei canali in vista della prossima stagione irrigua; dall’altra, verificare che i vari impianti siano revisionati e pronti all’accensione.

La manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua viene svolta da personale e mezzi del Consorzio, ma anche da operai stagionali, appositamente assunti per tale periodo, per intervenire nei tratti di rete inaccessibili ai mezzi meccanici, oppure, ove possibile, con i mezzi, a volte avvalendosi anche di ditte esterne coordinate dai nostri tecnici.
L’urbanizzazione, spinta fino all’ultimo centimetro, ha reso difficile (talvolta impossibile) l’accesso alle fasce di rispetto lungo i canali: in tali casi non c’è alternativa a lavorare al loro interno. È un tema complesso, più volte sollevato dal Consorzio anche coinvolgendo Enti locali e mondo agricolo, ma ancora in parte irrisolto.
Per quanto riguarda la parte impiantistica, il Consorzio è impegnato sia nella conclusione dell’importante intervento di ammodernamento di ben undici impianti pluvirrigui, finanziato dallo Stato, sia nella verifica e supporto alla conclusione della centrale di pompaggio del nuovo impianto pluvirriguo di Bassano del Grappa, pure finanziata dal Ministero; inoltre, sta verificando che i vari impianti, pozzi e sollevamenti siano pronti per la prima accensione stagionale.
Con l’asciutta, anche altri Enti pubblici e privati stanno svolgendo una serie di lavori che richiedono l’assenza dell’acqua (ponticelli, attraversamenti, sottoservizi, eccetera).
Il Consorzio deve trovare un equilibrio, non sempre facile, per coniugare la inderogabile necessità di svolgere attività di manutenzione e tutela ambientale: sforzi importanti vengono riservati per mantenere comunque vivificati siti di interesse storico quale ad esempio le fosse medioevali di Cittadella, solo per citarne uno.
Altrettanto impegnativo è il lavoro riservato a garantire l’acqua non solo alla storica fiera florovivaistica di Bessica di Loria, contribuendo così alla buona riuscita dell’importante manifestazione, ma anche in generale alle utenze di quella zona. Quest’anno non aiuta, in tal senso, il lungo lavoro necessario sul canale Industriale dell’ENEL, in cui è in corso il completamento di un intervento straordinario di manutenzione, che seppur benefico comporta l’assenza d’acqua per un periodo prolungato. Si tratta comunque di un intervento meritorio, visto che è un canale molto datato e richiedeva tali cure, per poter ritornare in piena forma per tanti altri anni in futuro. Si confida quindi nella comprensione degli utenti interessati.

Non va dimenticato che chiudere una roggia non è un’attività banale. Gli oneri per il recupero della fauna ittica sono, come previsto dalla Regione Veneto, a carico dei proponenti delle chiusure e pertanto il Consorzio stipula annualmente delle convenzioni con le varie Associazioni del territorio, che molto spesso operano principalmente nei fine settimana e con personale sempre meno giovane rispetto al passato. I pesci recuperati vengono poi immessi nel fiume Brenta. È necessario, quindi, che il nostro personale coordini anche queste attività.
Per quanto riguarda l’apertura ufficiale della pesca, da qualche anno questa viene poco opportunamente fissata la prima domenica successiva al primo sabato di marzo, cioè l’8 marzo, andando a coincidere con le asciutte che DA DECENNI si svolgono in questo periodo. Questo comporta un evidente disagio ai pescatori, di cui dispiace, ma da parte nostra abbiamo segnalato più volte che basterebbe che tale data venisse anticipata.
Gli sforzi messi in campo dal Consorzio, quindi, sono rilevanti, sia dal punto di vista operativo che economico; il nostro principale compito è la gestione della risorsa per l’irrigazione e la bonifica, ma esso offre un apporto fondamentale anche per la conservazione del patrimonio ambientale, a favore della cittadinanza intera.

Il canale Medoaco verrà riaperto il 19 marzo, quindi solo 10 giorni dopo la sua chiusura; e di seguito, progressivamente, verranno riaperti tutti gli altri canali ad esso collegati. Le operazioni di asciutta termineranno pertanto per la maggior parte entro il mese di marzo, tranne un paio di canali per cui si dovrà attendere qualche giorno in più per completare alcuni specifici lavori necessari.

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