P.N.R.R. lavori completati
Nuovo impianto pluvirriguo in funzione
Entro le strette scadenze assegnate, il Consorzio è riuscito a completare un importante intervento finanziato dal Ministero dell’Agricoltura con fondi collegati al P.N.R.R. (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).
Si tratta del nuovo impianto pluvirriguo denominato “Medoaco”, riguardante un’ampia area agricola nei comuni di Bassano del Grappa e Rosà, per ben 635 ettari. È il primo lotto di un intervento più ampio, che potrà interessare un secondo lotto di completamento per altri 565 ettari (anche in comune di Cartigliano), per un totale finale di 1.200 ettari.
I lavori sono stati suddivisi in due appalti: il primo consistito nella realizzazione di una nuova centrale di pompaggio, con presa dalla roggia Rosà e connessa alla centrale idroelettrica di San Lazzaro, quindi con l’innovativo vantaggio di funzionare con energia autoprodotta e derivante da fonte pulita e rinnovabile, con ulteriore valenza ambientale e notevole risparmio economico per gli utenti. Il secondo appalto ha riguardato la messa in opera di una rete di tubazioni principali e secondarie, con relative apparecchiature (saracinesche, sfiati, scarichi, idranti di consegna, limitatori di portata, sistemi di controllo e misura) e pezzi speciali, che portano l’acqua in pressione fino a ogni singolo utente interessato, per oltre 1.500 utenti.
Il lavoro è stato complesso, seguito con molta attenzione con la direzione lavori da parte del Consorzio e affidamento a imprese specializzate a seguito di pubblico appalto. Si sono registrate, in corso d’opera, varie difficoltà, dovute innanzitutto all’intervento in un’area molto estesa, con la necessità di ottenere il consenso di numerosissimi proprietari per il passaggio delle tubature (per il quale è stato necessario apporre un vincolo di servitù), ma grazie a un costante dialogo e alla sensibilità riscontrata, il tutto è stato concluso tramite accordi bonari, con un unico caso di procedura coattiva. Ancora maggiori difficoltà si sono dovute affrontare in quanto si tratta di un contesto in parte urbanizzato e interessato da varie infrastrutture e sottoservizi (tra tutte si cita la presenza della Superstrada Pedemontana Veneta, che è stata attraversata in ben tre punti dalle condotte del nuovo impianto, tramite tubazioni camicia già a suo tempo fatte predisporre). Le altre principali strutture viarie sono invece state attraversate sfruttando tecnologie “no dig”, quali la pressotrivella o lo spingitubo, minimizzando l’impatto sulla viabilità e sul traffico.
Si è dovuto affrontare anche l’incremento dei prezzi dovuti alle note circostanze internazionali, comportando delle varianti in corso d’opera per rimanere all’interno del budget assegnato dal Ministero, ottimizzando le risorse.
Infine alcune difficoltà si sono affrontate e poi risolte nel reperimento di materiali e forniture di alto grado di specializzazione, soprattutto per quanto riguarda la parte impiantistica.
Missione compiuta, quindi, tanto da essere pronti già a metà maggio a fornire apposite rendicontazioni che il Ministero ha richiesto e che sono necessarie per validare il lavoro effettuato dai Consorzi di tutta Italia, in particolare nella dimostrazione dei target richiesti dall’Unione Europea a supporto del finanziamento.
Non solo si sono rispettate le scadenze ministeriali (e quindi europee), con grande efficienza e serietà, ma si è anche concluso il lavoro prima dell’avvio della stagione irrigua, così da mettere a disposizione degli utenti agricoli interessati il nuovo impianto già da quest’anno.
L’opera ha la doppia valenza di potenziare il servizio irriguo con la tecnica dell’irrigazione di precisione, che consente il massimo risparmio idrico possibile, e fornendo l’acqua in pressione, così da favorire il consolidamento e lo sviluppo di colture specializzate, come fortemente richiesto dalle aziende agricole del territorio interessato. Si otterrà quindi una grande valenza sia agricola che ambientale.
Il progetto riguarda un primo lotto già finanziato, potendosi sviluppare in futuro in un secondo lotto altrettanto significativo. A tal proposito, non potendosi più usufruire dei fondi del PNRR che sono esauriti, si è già partecipato a un recente bando ministeriale (coordinato dal Ministero delle Infrastrutture), nell’ambito del cosiddetto PNIISSI (Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza del Settore Idrico).
Nella centrale di pompaggio trovano spazio 6 pompe, per un sollevamento totale di circa 700 litri al secondo; come miglioria in sede di gara si è ottenuto anche la fornitura e posa di ulteriori 3 pompe per la futura estensione sugli altri 565 ettari, garantendo una portata a regime di oltre 1000 litri al secondo e una pressione all’idrante poderale di 4 atmosfere. Inoltre, la centrale è stata progettata adottando soluzioni che privilegiano l’efficienza energetica, attraverso l’uso di strumentazioni e sistemi automatici di regolazione delle portate in funzione del fabbisogno irriguo istantaneo, ottimizzando così i consumi energetici ed idrici e riducendo i costi di esercizio.
La rete di tubazioni posate comprende un totale di 52,5 chilometri di condotte.
Il turno irriguo è previsto di 10 giorni su comizi di 10 ettari, e ciascuna proprietà ha un adacquamento proporzionale alla propria area (ad esempio, 1 giorno ogni 10 giorni per un’area di 1 ettaro). Ogni singolo utente può allacciarsi all’impianto sfruttando gli idranti di consegna posti in campagna ai quali collegare l’attrezzatura irrigua aziendale: il nuovo sistema consente infatti di utilizzare sia le ali mobili sia gli irrigatori semoventi con tubazione avvolgibile (rotoloni).
L’opera comprende la centrale di pompaggio dell’importo di 1.837.721,86 euro e la rete tubata per 5.440.391,41 euro, a cui si aggiungono gli oneri di acquisizione delle aree per 414.384,08 euro, l’IVA al 22% ed altri oneri di esecuzione.
Grazie all’irrigazione in pressione, la dotazione specifica sarà pari a circa un terzo rispetto a quella preesistente, con notevole risparmio idrico. Il sistema irriguo consentirà inoltre una notevole riduzione del trasporto di nitrati e fosfati rispetto al preesistente, con evidenti vantaggi per la qualità delle acque e quindi anche di carattere ecologico.




