Nuovo pluvirriguo in funzione
Dodici milioni di euro dal Ministero
Dopo il tempo dei progetti, il tempo dei bandi ministeriali, il faticoso ottenimento del finanziamento pubblico, i ricorsi che hanno bloccato la realizzazione per un paio d’anni, la vittoria in tribunale, l’appalto dell’opera, la sua realizzazione (non facile sia per l’ampia area interessata, sia perché nel frattempo abbiamo vissuto il periodo peggiore per l’incremento dei prezzi), con grande tenacia e soddisfazione l’impianto pluvirriguo della destra alta Brenta, con centrale di pompaggio a Colceresa, è da qualche settimana finalmente entrato in funzione.
Il servizio irriguo viene garantito alle aree precedentemente servite da sistemi irrigui ad espansione superficiale con elevate dotazioni, che diventano un terzo con il nuovo sistema per aspersione e quindi con notevole risparmio d’acqua: si tratta delle zone già irrigate a scorrimento con il pozzo Longa, la roggia Moraretto e il bocchetto Peron, per un totale di circa 275 ettari. Con il grande caldo di queste settimane l’impianto è fondamentale ed apprezzato da tutti coloro che ne hanno già la disponibilità, tanto che anche gli altri utenti chiedono con insistenza al Consorzio il completamento dell’opera (sostanzialmente prossimo, i collaudi sono in corso) e la possibilità di allacciarsi per la prossima stagione 2025.
Si ricorda che il progetto dell’impianto pluvirriguo riguarda i comuni di Colceresa, Breganze, Sandrigo e Schiavon, e offre ulteriori potenzialità future: sia per un secondo lotto in pianura, sia per servire le zone collinari tra Colceresa e Marostica, sia per alimentare ulteriori aree oggi servite da obsoleti pozzi che prelevano dalla falda e che verrebbero sostituiti dalla derivazione dal fiume Brenta; infine, le linee tubate principali sono state sovradimensionate per offrire ulteriori possibilità, non irrigue ma ambientali, di ricaricare la falda. Questo ovviamente richiede appositi fondi aggiuntivi, ma la premessa per poterlo fare è già reale.
I fondi, pari a 12 milioni di euro, provengono dalla Legge 145 del 2018, “fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle Amministrazioni dello Stato e allo sviluppo del Paese”.
L’impianto si collega tramite una apposita nuova condotta con la esistente centrale a Pianezze, alimentata dal fiume Brenta; la nuova centrale di pompaggio è stata realizzata in via Oppio a Colceresa, e mette in pressione una rete di condotte posate in sotterraneo per un primo lotto che al termine dei lavori sarà di totali 930 ettari, buona parte dei quali prima con criticità di alimentazione idrica.
Nella centrale di pompaggio di Colceresa sono attualmente installate una pompa pilota da 80 l/s e cinque pompe da 135 l/s cadauna. Per i futuri ampliamenti dell’impianto sono predisposti gli alloggiamenti per ulteriori 5 pompe.
Le condotte in vetroresina posate, dai diametri 350 a 1000 mm, si estendono per circa 11 km; le condotte in PVC, dai diametri 315 a 110 mm, per circa 60 km.
Il turno irriguo sarà di 10 giorni su comizi di 10 ettari, e ciascuna proprietà ha un adacquamento proporzionale alla propria area (ad esempio, 1 giorno ogni 10 giorni per un’area di 1 ettaro).
Un particolare ringraziamento va rivolto al Ministero delle Politiche Agricole, nonché alla Regione che ha fornito il suo supporto, ai Comuni interessati che sono sempre stati vicini, oltre che a tutti coloro che hanno collaborato nell’iter amministrativo, non dimenticando la struttura del Consorzio che ha redatto il progetto, che è stato ritenuto meritevole di essere concretizzato.
Il Consorzio nel frattempo non si è fermato e ha anche redatto altri sette progetti esecutivi di impianti irrigui, partecipando a vari bandi nazionali che si spera possano offrire positivo riscontro.


