MIGLIORAMENTO METEO
Ridotta la criticità delle settimane scorse
Dopo il periodo di siccità delle settimane scorse, che aveva destato notevoli preoccupazioni sia per possibili asciutte dei canali del territorio sia per la futura stagione irrigua, le piogge dell’ultimo week end hanno riportato uno scenario meno pessimistico.
La neve (soprattutto in montagna) e la piovosità hanno incrementato le portate del fiume Brenta, tornate a valori discreti.
Anche i serbatoi montani hanno fatto registrare un aumento dei livelli, in particolare ci si riferisce al bacino del Corlo, ubicato sul torrente Cismon, affluente del Brenta, l’unica riserva significativa disponibile in tutto il nostro contesto idrografico.
La fase di emergenza sembra quindi conclusa, anche se non bisogna abbassare la guardia perché ancora manca un periodo non breve e tutto può ancora succedere.
In questo periodo in cui non si fa irrigazione, l’acqua nelle nostre rogge derivate dal Brenta è dedicata a vari altri utilizzi, comunque di notevole importanza: l’aspetto igienico-sanitario, vista la presenza di numerosi scarichi che vengono autorizzati proprio in virtù di un’adeguata presenza idrica; per la sopravvivenza della fauna e della flora acquatica e delle siepi che costeggiano i corsi d’acqua; in particolare, per la fauna ittica; per l’alimentazione degli specchi acquei di contesti monumentali e parchi; per il ravvenamento della falda; per il funzionamento di opifici e centrali idroelettriche o di cicli industriali, attività artigianali; ecc.
Si osserva comunque un continuo cambiamento del clima, con variazioni molto significative in termini numerici ed alternanza di periodi di eccesso e di periodi di carenza. L’unica soluzione per far fronte a questo è tesaurizzare la risorsa idrica, cioè realizzare nuovi invasi dove poter trattenere l’acqua quando ve n’è in abbondanza, o in surplus, per poi ritrovarla nei momenti di necessità.
Il Consorzio quindi pensa sempre alla proposta del serbatoio del Vanoi, all’attenzione delle Autorità ormai da molti anni. Una nuova scorta d’acqua che potrebbe aumentare la sicurezza idraulica del territorio e nel contempo costituire riserva per i periodi di siccità sempre più frequenti ed insidiosi.
È un’opera importante e che richiede lo sviluppo di una progettazione approfondita, con costi rilevanti che tuttavia il Consorzio non può affrontare. Per questo dopo la piena di fine ottobre avevamo inviato un appello alla Regione e allo Stato, auspicando che tale opera potesse trovare l’attenzione che riteniamo meriti.
Oltre agli invasi sono necessari anche nuovi impianti di irrigazione con la tecnica pluvirrigua, che consente notevoli risparmi d’acqua e un sevizio più moderno a favore delle aziende agricole, e la ricarica della falda.
Anche in questo caso il Consorzio ha idee e progetti e si spera che essi possano trovare in tempi brevi finanziamento pubblico.

