LE ASCIUTTE NEI CANALI
Influenzate dall’emergenza sanitaria
Le asciutte dei canali consortili derivati dal fiume Brenta, iniziate ai primi di febbraio, sono ormai in fase conclusiva.
Come ogni anno, tali operazioni vengono concordate con le Province e le Associazioni dei Pescatori, che provvedono al recupero del pesce presente nelle acque.
Le pulizie nei canali sono preparatorie alla prossima stagione estiva, per lo svolgimento delle irrigazioni e per consentire il deflusso delle piene a seguito di piogge intense, che possono verificarsi in ogni periodo dell’anno. Con queste manutenzioni quindi i canali vengono tenuti efficienti a favore della nostra comunità.
Oltre alla rimozione dei depositi di materiali solidi sedimentati (e, purtroppo, delle immondizie), è un’occasione per provvedere alla ripresa di franamenti delle sponde, a stuccare i rivestimenti spondali ove presenti, a espurgare i sifoni, a realizzare manufatti quali ponti o muri di sostegno, attività tutte che non possono essere svolte in presenza d’acqua.
Terminato il periodo di asciutta, diverso per ogni canale, l’acqua viene nuovamente reimmessa.
Anche quest’anno nei canali si sono trovati rifiuti di ogni tipo, a volte mischiati al fango, il che richiede particolare impegno per il loro recupero e notevoli oneri di smaltimento.
Tuttavia, forse a causa della quarantena conseguente al coronavirus, i rifiuti sembrano meno numerosi rispetto agli anni precedenti.
La loro rimozione in ogni caso comporta per il Consorzio una spesa aggiuntiva, che in teoria non ci sarebbe se ci fosse un comportamento civico migliore, sottraendo denaro che potrebbe essere impiegato in più utili attività di difesa idraulica.
“Nonostante continuiamo a ripetere appelli a non considerare i canali come cassonetti”, afferma il nostro Presidente Enzo Sonza, “non si capisce che liberarsi dei rifiuti in modo così discutibile non fa risparmiare; anzi va a sfavore della collettività, oltre che danneggiare l’ambiente. Se si gettano rifiuti in un canale, è un pericolo per il flusso delle acque e un onere per doverli recuperare. Invece con atti e comportamenti virtuosi, tutti possiamo concorrere alla salvaguardia del nostro territorio”.
Quest’anno, le asciutte sono state condizionate dall’emergenza legata al coronavirus. Infatti, a metà marzo alcune asciutte non hanno potuto svolgersi per la conseguente indisponibilità da parte di alcune Associazioni dei pescatori, e quindi il Consorzio ha dovuto rinunciarvi.
In particolare, non si sono potuti mettere in asciutta i seguenti canali: Grimana Vecchia, in destra Brenta, e Trona (in parte), Michela (in parte), Bernarda, Dolfina Vica Cappella e Medoaco, in sinistra Brenta. Ciò comporterà di sicuro un deflusso idraulico meno efficace.
Le altre asciutte, invece, che erano già state effettuate, si sono concluse o dovrebbero esserlo a breve. Anzi, ci è stato chiesto di anticipare la riapertura di alcune rogge in destra Brenta a fronte delle alte temperature di questo periodo che richiedono la presenza d’acqua non tanto per uso irriguo, quanto di vivificazione ambientale.

