La Rai in Consorzio

Siccità e prospettive, una troupe della trasmissione “Presa diretta”

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Durante la stagione di grave siccità che l’estate scorsa ha colpito il Paese e anche, in particolare, il nostro territorio, abbiamo avuto più volte la presenza della Rai nazionale, con tutte e tre le sue testate, Rai 3, Rai 2 e anche Rai 1. Non è certo frequente avere così tanta attenzione da parte di così autorevoli emittenti televisive, il che testimonia ulteriormente l’eccezionalità della crisi idrica che abbiamo vissuto.
Consapevoli che, con il cambiamento climatico, questo tipo di fenomeni purtroppo non è destinato ad essere un’eccezione, ma potranno ripetersi con sempre maggiore frequenza, la Rai con molto acume ha ritenuto di mantenere l’approfondimento sul tema anche in questo periodo invernale, in cui la problematica è sospesa (ma solo in apparenza). Infatti, la scarsità delle riserve d’acqua, sia nella falda sotterranea che in montagna, con i ghiacciai in esaurimento e la ridotta presenza di neve, non fa ben sperare per la prossima stagione irrigua.
Per questi motivi lo scorso 9 gennaio abbiamo avuto la gradita visita di una troupe della nota trasmissione “Presadiretta”, con il giornalista Alessandro Macina e un operatore film-maker, accompagnati da Mauro Poletto (addetto stampa di Anbi Veneto). Nell’occasione sono stati intervistati il nostro Presidente, Enzo Sonza, e il nostro Direttore, Umberto Niceforo, che hanno lanciato l’ennesimo allarme sulle condizioni critiche che richiedono infrastrutture idriche attese ormai da anni.
Nell’occasione si è fatto prendere atto alla Rai delle condizioni idriche attuali e di prospettiva, con falde a bassi livelli, risorgive con depauperamento degli affiori, scarsità delle portate del fiume Brenta e ridotto manto nevoso in montagna.
Il focus che si è voluto dare è stata l’importanza dell’acqua nel nostro comprensorio non solo per l’irrigazione delle campagne, ma anche per le varie funzionalità aggiuntive legate al deflusso idrico nei canali del Consorzio, sia con valenze ecosistemiche, ma anche a favore di numerose attività artigianali e industriali.
In tal senso è risultato emblematico il caso della distilleria Capovilla, rinomata a livello internazionale, che utilizza le acque del Brenta derivata nei canali consortili a scopo di raffreddamento. Mai come in una stagione così difficile, per la siccità, tale azienda si è resa conto dell’importanza strategica della risorsa idrica e ha dato atto al Consorzio del notevole impegno profuso per garantire i preziosi deflussi.
Oltre alla visita a tale azienda, abbiamo mostrato alla Rai vari punti strategici di gestione dell’acqua:
- la presa dal fiume Brenta del canale Medoaco a Bassano del Grappa, in località Colomba, 100 metri a valle del Ponte Vecchio. Il canale Medoaco distribuisce acqua a gran parte del territorio pedemontano delle province di Vicenza e Padova e una parte di Treviso (compresa l’area a Bessica di Loria dove l’attività del florovivaismo è fiorente proprio grazie agli impianti irrigui del Consorzio). Senza l’antico reticolo di canali e rogge, che si articolano dal Medoaco, vasta parte dell’agricoltura della zona non sarebbe produttiva a causa del terreno ghiaioso fortemente disperdente.
- il parco delle antiche rogge irrigue e delle centrali idroelettriche a San Lazzaro; il canale Medoaco, due chilometri a sud della presa, alimenta la roggia Rosà e la roggia Dolfina (e per loro tramite, tutta la sinistra Brenta) oltre a tre centrali idroelettriche; poi, intubato in un mega-condotto risalente agli anni ‘70 che sottopassa il letto del Brenta e che riemerge nella sponda opposta del fiume, fornisce acqua irrigua alla campagna della destra Brenta.
Oltre all’irrigazione, l’acqua del Brenta fornisce molti servizi ecosistemici, a beneficio di ambiente e paesaggio. Un altro elemento importante che beneficia della presenza d’acqua nei canali è quello idroelettrico, per produrre energia da fonte rinnovabile.
- un’area forestale di ricarica della falda a Tezze sul Brenta, realizzata dal Consorzio insieme a varie altre, per contrastare il negativo fenomeno di abbassamento delle falde;
- il greto del Brenta ridotto a portate minime, presso il ponte che congiunge Tezze sul Brenta a Friola di Pozzoleone.
Nei trasferimenti da un punto all’altro, si sono mostrate le campagne che hanno sofferto a causa della siccità e i cui raccolti sono stati in parte salvati proprio dal lavoro del Consorzio che è riuscito a distribuire la poca acqua a disposizione. Si sono inoltre descritti gli impianti irrigui a pressione realizzati dal Consorzio, preziosi in chiave di efficientamento perché consentono di risparmiare fino al 50% dell’acqua nelle coltivazioni.
Ulteriori tappe dovevano essere le risorgive in forte crisi, ma l’intervenuta pioggia ha costretto gli operatori tv a interrompere le riprese. Le risorgive sono il termometro dello stato di salute delle falde; i livelli bassissimi delle risorgive di questi mesi compromettono un paesaggio che ha caratterizzato per secoli questo territorio.
In più, si volevano mostrare alcune risorgive riqualificate a Bressanvido grazie a un progetto europeo Life e fare un passaggio a Piazzola sul Brenta davanti alla monumentale Villa Contarini. La tappa sarebbe stata importante per ribadire che le derivazioni, che nel linguaggio amministrativo sono definite “irrigue”, di fatto hanno anche un grande valore ambientale e paesaggistico. Senza l’acqua trasportata nel reticolo idraulico non si sarebbe sviluppata l’agricoltura, ma neanche la storia e il paesaggio del Veneto.

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