Irrigazione in corso

Primavera siccitosa, giugno piovoso, ritorno alla calura

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Anche quest’anno il clima ha riservato parecchie sorprese. A marzo temperature molto più alte del normale hanno costretto il Consorzio ad anticipare l’inizio della stagione irrigua, attivando alcuni impianti per le esigenze delle colture agrarie specializzate e in aprile mettendo in funzione tutti gli impianti pluvirrigui. Nel frattempo le falde erano basse e le risorgive presentavano affiori ridotti, mentre le portate del fiume Brenta, vista la prolungata assenza di piogge significative, stavano scendendo a valori modesti.
Se a quel punto, nel mese di maggio, si temeva di dover affrontare un imminente periodo di siccità, si è poi assistito a una serie di successive piogge che hanno ribaltato la situazione.
Le precipitazioni per alcuni giorni hanno imbibito i terreni, saturandoli, finché lunedì 8 giugno si è scatenato un evento piovoso di particolare intensità localizzato nella fascia pedemontana, che ha creato alcune spiacevoli situazioni di allagamento. Una notevole quantità d’acqua è transitata anche per il nostro fiume Brenta senza poter essere trattenuta, essendo i serbatoi montani (il principale dei quali è quello del Corlo) già quasi pieni.
Da metà giugno si è tornati a condizioni normali e anzi negli ultimi giorni siamo in piena estate con il caldo e l’afa, e quindi il Consorzio ha ripreso l’attività irrigua che ai primi di luglio è quasi in pieno.
Con l’inizio di luglio, il serbatoio Corlo ha raggiunto il massimo livello e quindi per il periodo successivo la riserva disponibile è completa.
Essendoci in Brenta ancora una discreta portata fluente, dell’ordine dei 60 metri cubi al secondo, per ora non è necessario intaccare la preziosa risorsa accumulata in montagna, che viene tenuta per future esigenze.
Grande oculatezza, quindi, come sempre, viene adoperata nel gestire l’acqua: quando serve si usa, altrimenti viene tenuta “in cassaforte”.
Anche le falde hanno positivamente risentito delle piovosità di giugno e sono salite di livello; le risorgive hanno affiori discreti, pur lontani dai valori storici.
Le colture agrarie, visto l’andamento climatico, sono in ottime condizioni, e in particolare il mais, che è una delle principali colture agrarie del comprensorio, è già molto sviluppato, mentre i prati hanno già avuto due tagli.
Pertanto ci sono le migliori premesse per proseguire la stagione irrigua in modo favorevole, anche se non si deve mai abbassare la guardia: un’eventuale siccità lascerebbe solo 20 giorni di tempo e poi le scorte potrebbero esaurirsi.
Nel frattempo, il Consorzio con il proprio personale sta lavorando al massimo impegno per derivare e smistare le acque nell’articolata rete di canali a servizio delle campagne, che con questi caldi non possono proprio farne a meno.
Anche in un anno come questo, la gestione del sistema irriguo si rivela quindi indispensabile per garantire i raccolti e la qualità dell’ambiente e del territorio.

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