Inaugurazione zona umida
A Pozzoleone insieme ai partner
Il presidente Sonza e il direttore Niceforo del nostro Consorzio hanno partecipato il 6 maggio scorso a una breve cerimonia di inaugurazione della nuova zona umida recentemente realizzata a Pozzoleone, in località Scaldaferro, con i fondi del Piano di Sviluppo Regionale attraverso il progetto definito “Gruppo Operativo Brenta 2030”.
Era presente il sindaco, Edoardo Tomasetto, che riveste anche il ruolo di Presidente della Consulta dei Sindaci in seno al nostro Ente.
All’inizio è avvenuto un costruttivo confronto con i vari partner che hanno partecipato all’iniziativa – tra cui l’Ambito Territoriale acquedottistico e il gestore ETRA – utile a stimolare il dibattito sull’utilità del lavoro svolto e sulle prospettive future.
Uno degli elementi di maggiore interesse è quello, sviluppato dal progetto, di studiare come dedicare una piccola parte della tariffa degli acquedotti allo scopo di conservare nel tempo la risorsa idrica.
Dopo aver rimarcato l’importanza di tale obiettivo, anche per mantenere e possibilmente incrementare le opere di ricarica della falda che il nostro Consorzio sta realizzando, con una passeggiata tra i campi si è raggiunto il sito di interesse.
Si tratta di un bacino appositamente realizzato dal Consorzio in proprietà dei proprietari, signori Luigino e Diego Valerio, che, sensibili alla tematica, hanno messo a disposizione un’area allo scopo. In essa si è provveduto a uno scavo a bassa profondità, all’impermeabilizzazione del fondo e delle sponde attraverso terre naturali di natura argillosa, alla costituzione di sponde dolcemente degradanti e di un fondale ad altezza variabile, al collegamento idraulico con il canale di alimentazione, (bocchetto Cecconello Rigon), e a un manufatto di troppo pieno e di scarico, utile sia per regolare il livello dell’acqua che per poter svuotare il laghetto in caso di necessità, per i periodici interventi di manutenzione.
Il bacino, del volume di circa 800 metri cubi, non ha tanto valenza irrigua, in quanto di dimensione troppo piccola rispetto alle esigenze delle colture agrarie delle nostre zone, ma ha più una vocazione naturalistica.
Infatti, esso introduce nel contesto agrario un piacevole specchio acqueo arricchendo il paesaggio e favorendo la presenza di fauna selvatica e di flora di particolare biodiversità.
Un altro vantaggio indiretto, ma non secondario, è la sottrazione di superfici dedite alla coltivazione intensiva, e quindi all’uso di fertilizzanti e pesticidi o a eventuali usi impropri come lo sversamento di liquami.
La presenza di acqua all’interno dell’area umida sarà garantita in tutti i periodi dell’anno, anche durante il periodo delle asciutte, favorendo così la formazione di un habitat incontaminato.
Il sito, vicino alla viabilità locale, si presta anche per la fruizione da parte della cittadinanza: un’oasi in mezzo alla campagna da poter raggiungere dai vicini centri abitati.
Si tratta di un’esperienza pilota, esportabile ad altri siti, dove fare convivere la valorizzazione dell’ambiente con la gestione idrica.
L’acqua infatti è una ricchezza per il nostro territorio, non solo per strette finalità irrigue o produttive, ma anche per le varie potenzialità ecosistemiche che offre.
Ci rendiamo conto di quanto questo bene sia prezioso proprio quando scarseggia, come in questo periodo di prolungata siccità.


