Il Consorzio in bianco e nero
La Regione finanzia un’altra ricerca storica
Completate le ricerche sui canali derivati dai fiumi Brenta, Astico Tesina, Ceresone e Armedola, negli ultimi tempi ci siamo dedicati ad approfondire gli ex Consorzi che precedettero l’attuale; dopo aver indagato la realtà del Consorzio “Irrigazione Brenta”, è ora venuto il momento del Consorzio “Grappa Cimone”.
La ricerca è stata svolta dalla prof. Antonietta Curci, con il coordinamento del nostro direttore, ing. Umberto Niceforo, e il supporto del nostro consigliere Bruno Lazzarotto, ex dipendente di tale Consorzio negli anni passati.
Con necessaria sintesi viene riportato il pioneristico e difficile percorso, dalla fondazione alla fusione, di questa Istituzione che operò nel bassanese per una significativa area, in precedenza completamente priva di infrastrutture irrigue e in cui l’agricoltura, quindi, si limitava alla mera sussistenza.
In questo contesto spiccano le figure del rag. Arturo Lombardi, amministratore e propulsore dell’Ente, e dell’ingegnere Gian Battista Boschetti, progettista geniale e personaggio di grande spessore.
“Portare l’acqua” a quei territori volle dire sviluppo sociale ed economico, in cui l’agricoltura, ancora oggi, mantiene un ruolo essenziale: non solo per la produzione di cibi di grande qualità, ma anche per variegate valenze ambientali.
Va ringraziata la Regione Veneto che ancora una volta ha offerto la sua concreta collaborazione, finanziando la presente ricerca.
Riscoprire gli aspetti storici del nostro ambito idraulico è un valore culturale, ma anche una necessità per capire meglio l’origine di tematiche, problemi e soluzioni, oltre a un dovere nei confronti di chi ci ha preceduto e che, in modo illuminato, ha fatto fare passi da gigante al nostro territorio, grazie alla sapiente gestione delle acque.
Per guardare avanti, come cerchiamo di fare, dobbiamo sapere guardare anche indietro: comprendere è essenziale per deliberare. Dà un senso, inoltre, alla nostra missione, rendendoci conto che non siamo da soli, dietro di noi ci sono i sacrifici e i progetti di tante generazioni a cui dobbiamo grande gratitudine. È un costante invito ad agire sempre meglio e a far capire il fondamentale ruolo di una buona gestione idrica, un compito da proseguire nel quotidiano.



