Finita l’estate, finita l’irrigazione (o quasi)
Una stagione serena ma lunga e impegnativa
Con la fine dell’estate, dal 22 settembre, si è conclusa - teoricamente - la stagione irrigua; per tradizione essa si svolge infatti dal 25 aprile (San Marco) al 21 settembre (San Matteo); ma tali date non sono così rigide, nel senso che quando è necessario vengono oltrepassate.
Sabato 20 e domenica 21 settembre sono state giornate particolarmente calde che sembravano allontanare l’inizio dell’autunno, che invece il giorno dopo è arrivato inesorabilmente con abbondanti piogge e un drastico calo delle temperature.
Si può quindi ora tratteggiare un consuntivo del periodo irriguo 2025, anche se, come sempre, gli impianti irrigui restano ancora disponibili per condizioni e coltivazioni particolari, specialmente ove sono presenti reti a pressione per fornitura di colture specializzate.
Intanto il Consorzio ha attivato le proprie aree di ricarica della falda (che vengono attivate nel periodo extra-irriguo), che erano state predisposte nei giorni precedenti in modo da favorire l’infiltrazione delle acque nel sottosuolo, tesaurizzando la preziosa risorsa idrica.
Nel frattempo le colture tradizionali sono maturate, i prati hanno raggiunto il quinto sfalcio proprio nel mese di settembre, il mais in molti ambiti è stato trebbiato.
I prodotti della terra restano per lo più a disposizione degli ambiti produttivi locali, in una positiva logica di filiera corta, trasformandosi in prodotti di pregio, spesso oggetto di marchio di qualità, diventando poi cibo sano per le nostre famiglie, chiudendo virtuosamente un ciclo fondamentale per la nostra sopravvivenza e il nostro benessere. E tutte le nostre campagne, per tutta l’estate, hanno dipinto il paesaggio di verde, in senso reale e anche in senso figurato, per le numerosissime funzionalità ecosistemiche connesse. Si tratta di un qualcosa che il passante distratto ammira ma magari dà per scontato, ma per chi conosce l’argomento sa che la premessa di tutto questo verde è… l’azzurro dell’acqua! Senza l’irrigazione non ci sarebbe agricoltura, non ci sarebbe ambiente e non ci sarebbe paesaggio. Non bisogna dimenticarlo.
È un’irrigazione che quest’anno si è svolta senza troppe preoccupazioni, nel senso della disponibilità delle portate fluviali (in particolare dal Brenta), grazie anche al completo riempimento degli invasi montani, e con discreti affiori dalle risorgive, pur calati sensibilmente durante il periodo (a inizio stagione circa 3,3 m3/sec e a fine stagione 2,4 m3/sec, con una diminuzione di ben 1 metro cubo al secondo); tuttavia essa si è estesa in un arco molto lungo e i turni irrigui non sono stati praticamente mai saltati, specie nelle zone ove i terreni sono altamente permeabili. Anche perché per molte settimane il caldo è stato davvero notevole.
Pertanto l’impegno è stato notevole e prolungato, coinvolgendo la struttura consortile in modo totale. Sono state al lavoro decine di operatori esperti: sia per tenere sempre manutentato il capillare reticolo di canali, sia per la gestione da parte del personale consortile addetto agli impianti e il pronto intervento in caso di qualche inevitabile guasto, sia per l’operosità H24 da parte del gruppo dei nostri 12 sorveglianti e dei tecnici che li coordinano, in continuo contatto e confronto con i vertici consortili, in primis il Commissario Straordinario e il Direttore. Una struttura agile, ma efficiente e considerata nel territorio.
Alcuni numeri esprimono bene tale impegno: gli impianti pluvirrigui hanno fatto registrare oltre 140 giorni di funzionamento!
Durante questo esteso periodo alcuni eventi critici hanno messo alla prova la struttura dell’Ente anche per far fronte a fortunali che sono sembrati più monsonici che continentali, segno del clima in cambiamento, che alterna le siccità al rischio di alluvioni. Quest’ultimo, che ci aveva sfiorato già a fine agosto, è tornato alla ribalta anche pochi giorni fa nel nostro Paese, compreso il Veneto; per fortuna da noi scongiurato grazie anche a quell’azione preventiva e quotidiana messa in campo costantemente per tenere puliti i canali e regolare i numerosissimi organi di manovra.
Sostanzialmente chiusa la stagione irrigua, il Consorzio non potrà certo mettersi a riposo, ma dovrà proseguire tutte le proprie attività; perché la manutenzione continua, continua la vigilanza idraulica e continua la gestione delle acque. Le quali, notoriamente… non si fermano mai!

