Finanziamento per ricarica della falda
Azione di squadra in Regione
Si è tenuta il 2 maggio una importante assemblea del Contratto di Risorgiva, che all’unanimità ha deciso di sollecitare la Regione ai propri impegni in merito al finanziamento delle attività di ricarica della falda previste ormai dal 2012.
Il Consorzio di bonifica Brenta, infatti, da allora aveva proposto l’attuazione di una estesa azione di ricarica della falda tramite Aree Forestali di Infiltrazione (progetto anche denominato “Democrito”) nell’ambito di un apposito accordo di programma coordinato dalla Regione Veneto (“Accordo di programma per la tutela delle risorse idriche superficiali e sotterranee del fiume Brenta”), approvato con Delibera di Giunta Regionale n° 2407 del 29 dicembre 2011 e sottoscritto dalla stessa Regione e dagli Enti Locali il 14 novembre 2012, che aveva previsto l’impegno a programmare lo stanziamento di una somma a favore del Consorzio di bonifica Brenta proprio a tale scopo.
Il finanziamento regionale citato non è ancora pervenuto al Consorzio, tuttavia ci si troverebbe ora nelle condizioni ideali per una congrua estensione delle Aree Forestali già nel frattempo realizzate, grazie alla imminente disponibilità di una infrastruttura idraulica vocata allo scopo e che prima non esisteva: la rete di tubazioni del primo lotto dell’impianto pluvirriguo in destra Brenta, recentemente finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole. Tali tubazioni avranno percorso da nord a sud con diramazioni capillari e proprio nell’area di ravvenamento degli acquiferi, in fascia pedemontana, a congrua distanza dai fiumi Astico e Brenta per evitarne gli effetti drenanti (che invece si verificano in loro vicinanza), e in territori dove sono presenti terreni idonei allo scopo per caratteristiche di permeabilità.
L’iniziativa del 2011 deriva dall’attuazione di un importante progetto di prelievo idrico dalle falde dell’alta pianura del Brenta, seguito dalle società acquedottistiche, che ha portato a ingenti estrazioni idriche, inizialmente previste a favore delle zone della bassa padovana e del rodigino e poi estese anche alle aree vicentine interessate dai fenomeni di inquinamento da PFAS.
L’accordo regionale citato ha previsto lo stanziamento di una somma di 6 milioni di euro a favore del Consorzio Brenta per le attività di ricarica, ma esso non si è ancora concretizzato; per questo motivo il tavolo del Contratto di Risorgiva, preoccupato che i prelievi acquedottistici non siano contemperati da adeguate azioni di mitigazione, ha deciso di sostenere il Consorzio in una forte azione di sensibilizzazione nei confronti della Regione.
Ci si rende conto che stiamo vivendo periodi difficili, in cui non è facile reperire risorse, ma il finanziamento potrebbe avvenire anche per stralci, in modo da dare progressive risposte che da tempo si attendono.

