Eventi meteo intensi
Ancora una volta situazione al limite
Ancora una volta il nostro territorio è stato colpito, anzi flagellato, dal maltempo.
Si sono constatate piogge di quantità enorme cadute in poco tempo, ripetutesi a breve distanza di un giorno e quindi trovando, la seconda volta, i terreni già inzuppati d’acqua, con una situazione davvero difficile da fronteggiare.
L’evento di mercoledì 15 maggio, pur intenso, non aveva creato particolari problemi nel nostro comprensorio, visto anche che i terreni drenavano. I livelli dei canali si erano mantenuti sotto controllo, sono entrate in funzione le casse di espansione del Consorzio (poi subito svuotate) e si è registrato qualche attacco delle idrovore a fine giornata.
La ripresa delle piogge giovedì 16 maggio ha determinato importanti allagamenti a partire dalle ore 18, con tracimazioni diffuse su tutto il comprensorio consortile: le piogge, peraltro abbondanti, hanno trovato infatti il terreno ormai saturo.
Le casse di espansione sono entrate di nuovo in funzione e le reti consortili hanno retto per quanto possibile, ma le copiose precipitazioni hanno riempito le fossature minori che non trovavano sbocco nei ricettori principali. Per quanto riguarda gli impianti idrovori, essi hanno funzionato a pieno regime. In alcuni casi, anche su richiesta degli Enti locali, si sono dovuti aggiungere dei pompaggi temporanei di emergenza.
Gli allagamenti sono stati dovuti principalmente all'enorme quantità di pioggia caduta nell'arco della giornata, in particolare durante la serata, con terreni ormai imbibiti.
Si è riscontrata una rottura arginale, fortunatamente di modeste dimensioni, in località Secula in comune di Longare in sinistra idraulica del fiume Bacchiglione, corso d’acqua di competenza regionale. La stessa, prontamente segnalata al Genio Civile, ha allagato limitate zone di campagna.
Durante gli eventi sono stati impiegati 8 addetti al coordinamento e 30 persone tra personale di sorveglianza e di campagna; un impegno notevole, giorno e notte, che ha contribuito a minimizzare l’impatto di un così gravoso evento.
Varie opere recentemente realizzate (anche con fondi della Protezione Civile Nazionale, post tempesta Vaia) hanno dimostrato la loro piena utilità: lo scolmatore di Piazzola sul Brenta, le casse di espansione, in particolare quella tra Colceresa e Breganze, risezionamenti di canali, ecc. Anche altre opere sarebbero necessarie e sono già progettate e segnalate alle Autorità superiori (altri bacini e altri canali scolmatori), in attesa di finanziamento.
Si è avuta ulteriore conferma anche dell'utilità del bacino del Vanoi non solo come scorta d'acqua, ma anche per la laminazione delle piene. Il fiume Brenta infatti ha raggiunto portate importanti (712 metri cubi al secondo, dato ARPAV), anche se non tali da creare problemi, ma comunque vicine ai limiti di tollerabilità.
Il fatto di ridurre in piena le portate del Brenta consentirebbe una migliore potenzialità di alleggerimento per il sistema del Bacchiglione, che invece ancora una volta è andato in crisi.
Inoltre, un mare d’acqua, ancora una volta, se ne è andato via senza poter essere trattenuto per le stagioni siccitose.
Il nostro comprensorio, comunque, rispetto ad altri (anche limitrofi), ha retto l’urto di questo importante evento senza troppe conseguenze negative, e gli allagamenti sono rapidamente rientrati




