Eventi di siccità

Strategie europee

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Siccità 2003

Sul noto quotidiano “Il sole 24 ore” è recentemente apparso un interessante report sui sempre più frequenti eventi di siccità e relative strategie europee.
In base a recenti valutazioni dell’organizzazione internazionale Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), la superficie terrestre esposta al rischio siccità è raddoppiata nel giro di un secolo, ormai riguarda il 40% delle terre emerse, con una drastica impennata negli ultimi decenni.
L’impatto economico della siccità oggi è sei volte superiore rispetto all'anno 2000 e i costi sono destinati a salire ancora, aumentando almeno del 35% da qui al 2035.
Tra le zone in cui la siccità è più frequente e intensa, viene citata proprio l’Europa meridionale: quindi il nostro Paese!
L’Ocse stima che una singola ondata di siccità può arrivare a costare fino all’1% del Pil di una nazione, a seconda di quanto il suo sistema economico sia dipendente dall’agricoltura o dall’energia idroelettrica.

La siccità determina l'aumento dei prezzi, aggrava la povertà e causa migrazioni di massa. Incide inoltre su molti settori chiave dell’economia, anche se l’agricoltura è il settore che ne risente di più, dal momento che per essa è fondamentale disporre di acqua dolce per l’irrigazione dei campi.
I raccolti possono calare anche del 22% negli anni siccitosi. Proprio per queste ampie ricadute, la siccità potrebbe spazzare via quasi il 15% della produzione economica dell’Eurozona.

Un altro studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nature”, rivela che le rese medie globali di sei colture di base (cinque delle quali interessano le nostre campagne: mais, riso, sorgo, soia e grano) sono destinate a diminuire di oltre l’11% in uno scenario di riscaldamento moderato entro la fine del secolo; figuriamoci se gli scenari saranno peggiori!

Gli autori dello studio ritengono che “mantenere fluidi gli scambi commerciali locali sarà un elemento essenziale per ridurre i danni economici della crisi”.
In uno scenario come quello attuale, di dazi e guerre commerciali, il tutto quindi si complica ancora di più.

Come soluzioni, il rapporto Ocse suggerisce al primo punto i “sistemi di irrigazione, che andrebbero riconvertiti in sistemi a goccia”.
L’estrazione eccessiva di acqua dal sottosuolo, invece, “può causare problemi sia di natura economica che ecologica. I livelli delle falde acquifere, infatti, stanno diminuendo”. Un grave problema che si riscontra anche nel nostro territorio.
In questo quadro, l’Unione Europea si sta proponendo di migliorare l’efficienza idrica del continente del 10% entro il 2030.

Molti progetti del Consorzio vanno proprio in questa direzione, e con essi si è già partecipato a vari bandi di finanziamento ministeriale, anche se per ora senza riscontro.
Nel frattempo, una buona gestione dell’irrigazione, come da sempre cerchiamo di fare, è senz’altro un’arma in più per far fronte a questa tematica sempre più importante.
In conclusione, anche se quest’anno non siamo stati colpiti dalla siccità, è un tema assolutamente da non dimenticare.

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