DOCFAP Serbatoio Vanoi

Conclusione del Dibattito Pubblico

Notizie

Dopo aver ricevuto la Relazione Conclusiva da parte del Responsabile del Dibattito Pubblico, il Consorzio ha concluso il dibattito pubblico sul DOCFAP (documento di fattibilità delle alternative progettuali) del serbatoio del Vanoi, redigendo al proposito un apposito Documento conclusivo del Dibattito Pubblico.

Tali documenti vengono pubblicati sia sul sito Internet del Consorzio (www.consorziobrenta.it) che sul sito del dibattito pubblico (www.dp-serbatoiovanoi.it) in modo che chiunque possa prenderne conoscenza, in un’ottica di trasparenza.

Riepilogando l’iter del dibattito pubblico, dopo che i progettisti hanno completato il DOCFAP il 14 giugno 2024, il 2 luglio è stata avviata la fase preliminare per il massimo coinvolgimento possibile, per un totale di 185 soggetti. Si è poi entrati nella fase vera e propria di dibattito pubblico dal 2 settembre, preceduta da una apposita conferenza stampa di presentazione il 29 agosto. Il 2 settembre è stato anche istituito un apposito sito (sopra citato), contenente una serie di informazioni e tutti gli aggiornamenti, nonché una copia integrale del DOCFAP, una sua relazione di sintesi e un suo video illustrativo, sempre rimasti a disposizione per la consultazione. Il DOCFAP inoltre è stato illustrato dai progettisti il 5 settembre. Si sono poi organizzati vari incontri in presenza in varie località (9, 10 e 16 settembre), nonostante la norma vigente li preveda esclusivamente on line. Per allargare ulteriormente la partecipazione sono stati svolti altri due incontri on line (23 settembre e 14 ottobre). Sono pervenute numerose osservazioni, sia durante gli incontri, sia per iscritto, raccolte dal Responsabile del dibattito pubblico, ing. Gennaro Mosca, nel cosiddetto “Quaderno delle Osservazioni”, presentato il 22 novembre. A tutte il Consorzio ha dato puntuale e specifico riscontro nel Documento delle risposte, presentato il 12 dicembre.

Venendo alla Relazione Conclusiva, in essa l’ing. Mosca svolge una dettagliata disamina dell’intero dibattito pubblico, entrando anche nel merito del Documento delle risposte, che in sostanza viene ritenuto esaustivo, specificando alcune tematiche che invece rimangono “aperte” (giustificatamente rinviate, peraltro, alla successiva fase di approfondimento progettuale), evidenziando l’ing. Mosca che “l’incompleta o assente trattazione di taluni contributi non appare connessa a una volontà omissiva e opaca del proponente, che invece ha profuso particolari energie nella elaborazione dei riscontri alle osservazioni, mostrando una piena e apprezzabile discloscure, ma all’indeterminatezza fisiologica della fase progettuale alla base del confronto, unitamente alla complessità della materia”. Ancora, viene ribadito che “il DOCFAP non costituisce un livello progettuale autonomo, ma propedeutico e funzionale alla successiva fase in cui si ha l’approfondimento delle analisi e delle indagini”.

Nella relazione conclusiva l’ing. Mosca inoltre ha evidenziato che nel dibattito pubblico si sono registrati elementi di grande utilità corrispondenti alle finalità che la normativa in materia richiede: “la massima diffusione dell’idea progettuale, portata dal docfap in modo trasparente, completo e comprensibile”; “la possibilità, per tutti i soggetti interessati e  legittimati a presentare osservazioni e proposte, di esprimere i propri contributi”; “l’emersione dei nodi di conflitto e l’auspicabile raffreddamento delle connesse tensioni”.

Se le prime due finalità possono dirsi centrate, l’ultima non è stata del tutto raggiunta, anche se invero i nodi sono emersi e le tensioni sono state comunque quasi sempre contenute in pacatezza di esposizione e rispetto reciproco. In questo senso, come auspicato dal Responsabile del dibattito pubblico, il Consorzio conferma la disponibilità a collaborare e valutare congiuntamente interventi di mitigazione e compensazione che possano superare, almeno ove possibile, le posizioni differenti, ferma restando l’assoluta condivisione sulle necessità di approfondimento tecnico su alcuni temi come meritevolmente emerso durante il dibattito pubblico.

Alla luce del dibattito pubblico e della relazione conclusiva del Responsabile del dibattito pubblico, il Consorzio ritiene che permanga l’interesse e la necessità di dover proseguire le fasi progettuali successive, nelle quali verranno anche riscontrati i temi rimasti ancora “aperti”, proprio in quanto necessitanti di approfondimenti tecnici propri di fasi progettuali ulteriori rispetto a quelle finora svolte.

Viene in particolare confermata l’opzione C proposta dai progettisti, che - pur a fronte di un volume di invaso inferiore rispetto alle necessità e alle aspettative iniziali - si ritiene la migliore per contemperare anche gli altri fattori in gioco, in primis legati alle valutazioni sulla sicurezza e anche a quelle ambientali. Sotto tale luce si rafforza ulteriormente la necessità di integrare l’inderogabile necessità di un polmone di scorta e regolazione che la diga e il relativo bacino metteranno a disposizione con alcuni altri elementi che, pur essendo ritenuti di carattere “complementare” e non “alternativo”, pure sono meritevoli di attuazione (ricarica della falda, risparmio irriguo, sghiaiamento bacini esistenti, incremento della disponibilità dei bacini esistenti per gli utilizzi irrigui e potabili della pianura, ecc.) e in parte sono stati già realizzati e/o progettati dal Consorzio.

L’avvio della successiva fase di approfondimento progettuale avverrà inizialmente con un piano di indagini sulla sicurezza geologica sia dei versanti che della zona di imposta diga e in base alle indicazioni che perverranno dagli Organi Tecnici competenti in materia di queste importanti infrastrutture. Se le condizioni tecniche lo permetteranno, si potrà poi avanzare con la progettazione ed aprire tutti i dialoghi e procedure previsti dalla normativa vigente.

Si ritiene quindi doveroso procedere nell’approfondimento degli studi tenendo conto di tutte le esigenze e tutti i fattori emersi durante il dibattito pubblico, mantenendo la massima apertura nei confronti di auspicabili sinergie per offrire opportunità a tutte le realtà territoriali, in una logica di interesse multiplo. Se infatti nel dibattito pubblico apparentemente si può aver constatato la presenza di due realtà territoriali “contrapposte”, in molti altri punti è emerso l’argomento per cui “l’Acqua è senza confini”; in questo senso non si vuole rinunciare all’idea e all’auspicio di una solidarietà tra montagna e pianura, per cui se le acque non vengono utilizzate a monte e sono essenziali per la sopravvivenza di valle, possano essere trattenute e regolate. Si ritiene che il concetto di “acqua bene comune” vada proprio in questa direzione e a tale concetto ci si richiama e ci si appella anche nel proseguimento dell’attività come sopra configurato.

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