Di nuovo emergenza idrica

Mai finita, manca l’acqua

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Ci risiamo. Dopo il mese di settembre più caldo degli ultimi cento anni, arrivati quasi a metà ottobre la situazione non è cambiata.
La portata nel fiume Brenta, principale fonte idrica del nostro territorio, risulta essere ampiamente deficitaria rispetto ai valori medi del periodo, attestandosi intorno ai 15 metri cubi al secondo; a cui vanno aggiunti, con variabilità, gli apporti provenienti dalla gestione dei serbatoi montani da parte delle società idroelettriche.
Dovendo rilasciare alla presa il minimo deflusso vitale, pari a circa 5 metri cubi al secondo, la situazione sta diventando insostenibile. Del resto, l’ultimo evento meteo di una certa entità risale a fine agosto, un mese e mezzo fa.
Le alte temperature che si registrano ancora in questi giorni, con punte anche di 30 gradi centigradi, stanno prolungando la stagione irrigua, che doveva terminare il 21 settembre ma che in pratica è ancora in corso, pur in misura ridotta, ma per colture agrarie specializzate per le quali è indispensabile.
Pervengono richieste d’acqua anche per svariati usi antropici e ambientali, ad esempio per i parchi e giardini di ville storiche e beni monumentali, per la vivificazione di ambiti idrici e specchi acquei anche per migliorare la qualità delle acque fluenti, ecc. Non c’è abbastanza acqua...
Il Consorzio, considerata la situazione, interromperà l’accensione degli impianti irrigui a partire dall’11 ottobre lasciandoli accesi solo in modalità “per caduta” (cioè senza pompaggio, solo per deflusso a gravità) sino alla fine del mese di ottobre.
Nel contempo, abbiamo inviato una nota a tutti i soggetti competenti, per segnalare come la carenza idrica non consenta al Consorzio di garantire un adeguato livello di acqua a salvaguardia degli ecosistemi e in particolare della fauna ittica presente nei canali.
Proprio in virtù di questa situazione, stiamo monitorando costantemente la situazione e, se lo stallo climatico attuale non muterà, saremo costretti a chiudere alcuni canali con evidenti conseguenze ambientali.
Rimane costante il nostro impegno a tenere sorvegliato al meglio il territorio, che attraverso lo sguardo attento del nostro personale cerchiamo di tenere vivificato, ottimizzando in ogni modo la risorsa presente all’interno dello stesso.
Alla prova dei fatti stupisce soprattutto che, dopo un’annata terribile come quella del 2022, con una siccità che si è prolungata ininterrottamente fino al mese di aprile 2023, con un autunno pure anomalo e con un cambiamento climatico ormai chiarissimo, da più parti si faccia ancora fatica a capire che per il nostro territorio serve una adeguata scorta d’acqua, non solo per l’irrigazione, ma anche per le ricariche delle falde, che nel frattempo hanno ripreso la loro corsa verso il basso.

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