Deflusso ecologico

Festival della bonifica. Convegno a San Donà di Piave

Notizie

Venerdì 4 giugno i vertici del Consorzio hanno partecipato a un importante convegno dal titolo “Deflusso ecologico: dalla teoria alla pratica. Opportunità e criticità per il fiume e il territorio”, tenutosi a San Donà di Piave nell’ambito del festival della bonifica.
Il presidente Enzo Sonza, il vicepresidente Sebastiano Bolzon e il Direttore Umberto Niceforo hanno assistito alla disamina di varie realtà su questo tema molto delicato, che anche per il bacino del Brenta risulta di grande importanza viste le possibili conseguenze.

Il Simposio si è proposto di fare il punto della situazione sull’attuazione della Direttiva Deflussi Ecologici del 2017, affinché la gestione della risorsa idrica sia sostenibile dal punto di vista ambientale ma anche efficiente dal punto di vista dei diversi portatori di interesse sul territorio.
A partire dalle innovazioni - di carattere idrologico, idraulico, ecologico e biologico - per la determinazione del deflusso ecologico, introdotte dalla nuova normativa, in considerazione degli esiti delle attività di verifica e sperimentazione degli ultimi anni, si sono affrontate le possibili criticità e le diverse opportunità sia per il sistema “fiume” sia per il “territorio” circostante.

Sono intervenuti i seguenti relatori:
- Francesco Napolitano (Università “la Sapienza” di Roma): aspetti idrologici nell'individuazione del deflusso ecologico;
- Guido Zolezzi (Università di Trento) e Maria Cristina Bruno (Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige): un paradigma interdisciplinare per quantificare il regime di deflusso ecologico;
- Stefano Savio (Enel green power): deflusso ecologico e producibilità idroelettrica: effetti sulle derivazioni esistenti;
- Paolo Battagion (Consorzio di bonifica Piave): deflusso ecologico e pianura tra Piave e Sile.
È seguita un’interessante tavola rotonda, a cui hanno partecipato Francesco Vincenzi (presidente nazionale Anbi), Francesco Cazzaro (presidente Anbi veneto), Giampaolo Vallardi (presidente della 9ª commissione del Senato, agricoltura e produzione agroalimentare), Silvia Rizzotto (presidente commissione ambiente, Consiglio regionale del Veneto) ed Enrico De Nori (fondo ambiente italiano). Moderatore è stato Paolo Salandin (Università di Padova).
Se da una parte il concetto di deflusso ecologico è un’evoluzione del deflusso minimo vitale, già applicato da anni nei nostri fiumi italiani, sussiste il fondato timore che un’applicazione rigida delle normative europee - valide per contesti completamente diversi da quelli del mediterraneo - porti a gravi danni ai territori che delle acque dei fiumi si giovano da secoli per svariati utilizzi, non solo agricoli.
Il problema si pone nei periodi di siccità, nei quali i nostri fiumi, a differenza di quelli del nord Europa, tendono a ridurre fortemente le portate fluenti. In tali momenti diviene impossibile avere molta acqua nei fiumi (come vorrebbero le direttive europee) e contemporaneamente soddisfare le derivazioni che adducono le acque alle reti idrauliche che vanno ad alimentare tutto il reticolo che si dirama in modo capillare nei territori laterali ai fiumi, sia a favore dei sistemi irrigui che degli svariati usi ambientali connessi.

La coperta, cioè, è troppo stretta, e per lasciare acqua nell’alveo dei fiumi si rischia di desertificare il territorio di migliaia di ettari accanto ai fiumi stessi.
Una tematica di non poco conto, su cui vanno fatte attente riflessioni e su cui il mondo dei Consorzi di bonifica ha proposto agli Organi Superiori la necessità di una profonda revisione.

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