Da un estremo all’altro
Dalla siccità ad un maggio “autunnale”
Il clima non cessa di stupire, e ancora una volta riporta il territorio a condizioni estreme: inverno siccitoso, aprile con recupero delle riserve idriche, maggio incredibilmente anomalo; sia per le temperature, più simili a quelle autunnali che a quelle primaverili, sia per le piovosità, che ripetendosi in modo pressoché continuativo hanno imbibito i suoli e portato a situazioni di allagamenti diffusi domenica 19 maggio, in aree in cui gli eventi sono avvenuti con piogge abbondanti.
In particolare si sono registrate negli ultimi giorni le seguenti piovosità medie giornaliere:
pluviometri sabato 18 domenica 19 TOTALE
(mm) (mm) (mm)
Marostica 31 78 109
Cassola 22 44 68
Cittadella 36 51 87
Piazzola 36 77 113
Brentelle 25 18 42
Si tratta di quantità notevoli, che hanno messo a dura prova il comprensorio. Nell’occasione sono entrate in funzione le varie idrovore consortili, compresa la Gabarda da poco realizzata ed inaugurata pochi giorni fa a Montegalda.
Il fiume Brenta ha raggiunto una portata di poco superiore ai 263 metri cubi al secondo, per fortuna non preoccupante.
L’evento meteo è stato particolarmente intenso nella fascia pedemontana a partire dal comune di Bassano del Grappa e procedendo verso ovest interessando i comuni di Marostica, Pianezze, Breganze, Lugo e Fara. Si è verificato un episodio piovoso intenso anche nel comune di Piazzola sul Brenta.
Si è verificato l’allagamento di alcune sedi viarie che sono state chiuse al traffico, in particolare di una nuova rotatoria connessa con la Superstrada Pedemontana Veneta presso Breganze. Altre criticità si sono evidenziate a Marostica (tracimazione della roggia Marosticana in via San Vito), a Mason (tracimazione scolo delle Fosse in via Fosse e in via Palazzon; torrente Roncaglia in via Oppio; torrente Ghebbo Longhella in via Giuseppe Verdi) a Lugo (tracimazione del torrente Valle Gaugne con chiusura della viabilità in via Serra). A Nove il nuovo scolmatore del Torresino ha funzionato molto bene, dimostrando la sua utilità.
Il personale operativo del Consorzio, appositamente preallertato, ha seguito con il massimo impegno gli eventi per tutta la loro durata e ha provveduto alla pulizia delle griglie, alle manovre delle paratoie, alla verifica degli impianti e al coordinamento con gli enti locali, minimizzando così le criticità. Varie opere realizzate negli ultimi anni hanno dimostrato di essere fondamentali come anche alcune già progettate e in attesa di finanziamento pubblico. Inoltre, si è dimostrato ancora una volta come la manutenzione della rete idraulica, che il Consorzio esegue quotidianamente, sia essenziale per fare defluire le acque all’interno degli alvei.
In questo momento, ovviamente, dell’irrigazione ha poco senso parlare, nel frattempo però molte colture agricole sono andate in notevole sofferenza per eccesso idrico. E magari, se di nuovo il clima volgerà al bello, potremo tornare facilmente alla siccità…
Un’enorme quantità d’acqua ancora una volta è transitata per il nostro fiume Brenta “scappandosene” via: il serbatoio del Corlo (unico significativo bacino attualmente esistente in tutto il sistema del Brenta) questa volta era già pieno e quindi è risultato “trasparente” ai flussi, non potendo trattenere null’altro.
Nel frattempo si legge questi giorni sui giornali dell’imminente completamento dei collegamenti acquedottistici, a favore del basso Veneto e delle aree vicentine colpite dall’inquinamento da PFAS, con prelievo dalla falda del nostro territorio.
In certi momenti c’è troppa acqua, in altri poca, quando invece essa diventa necessaria per gli usi umani e agricoli, oltre che ambientali. Una riflessione al proposito, a nostro parere, non è più derogabile.

