Costi energia elettrica
Costi energia elettrica divenuti insostenibili per il funzionamento di impianti idraulici a favore della sicurezza del territorio.
Lo scrivente Consorzio, per svolgere i propri fini istituzionali, sanciti da norme nazionali e regionali, deve far funzionare numerosi impianti di bonifica e irrigazione, che richiedono il pompaggio dell’acqua e quindi l’alimentazione elettrica. L’attuale annata è stata caratterizzata da un sensibile incremento dei consumi medi a fronte del noto andamento siccitoso, ma soprattutto da un enorme (e spesso di natura speculativa) aumento delle tariffe elettriche. Tali tariffe, infatti, sono state triplicate e il loro aumento si è riflesso inevitabilmente sul costo delle bollette riguardanti l’energia necessaria per far funzionare gli impianti idraulici mettendo in sofferenza il bilancio consortile e, soprattutto, il territorio. Gli impianti tecnologici citati, d’altro canto, non possono essere parzializzati né tanto meno spenti, visto che costituiscono la premessa per lo svolgimento dei servizi consortili, inseriti peraltro tra quelli pubblici essenziali. Inizialmente siamo riusciti a far fronte a tali (non preventivabili) incrementi attingendo a risorse interne, derivanti da anni di politica prudente e di sacrificio, anche a fronte di una razionalizzazione delle spese e delle risorse che sono state ottimizzate cercando di implementare un percorso di economicità ed efficienza gestionale ed amministrativa. Le bollette del mese di giugno, pervenuteci a luglio, hanno superato il valore di 1,1 milioni di euro, e ciò nonostante siamo riusciti a coprirle con una variazione di bilancio straordinaria resa possibile da una preventiva e oculata gestione. Tuttavia, quelle del mese di luglio, pervenute ad agosto, hanno sfiorato il valore di 2 milioni di euro, e quelle riferite al mese di agosto, pervenute a settembre, hanno un valore di 1,1 milioni di euro. Vi saranno poi le bollette dei mesi successivi in un trend di costi sempre maggiori.
Da stime effettuate, il costo dell’intera annualità 2022 ammonterà a circa oltre 5 milioni di euro, mentre il nostro bilancio era predisposto ed autorizzato dalla Regione Veneto per circa (soli) 2 milioni. Come se questo non bastasse, anche sul fronte della produzione di energia siamo stati fortemente penalizzati. Nonostante il Consorzio abbia da molti anni coltivato una politica lungimirante di produzione di energia idroelettrica (quindi energia rinnovabile), utilizzando i salti d’acqua presenti nei canali di nostra competenza, dallo scorso mese di febbraio è stato fissato dal Governo (art. 15 bis del Decreto n° 4 del 27 gennaio 2022) un improvvido tetto alle tariffe di vendita dell’energia proveniente dalla produzione delle nostre principali centrali idroelettriche, quelle di San Lazzaro a Bassano del Grappa; quest’ultime avrebbero potuto beneficiare dell’andamento del mercato ed alleviare, almeno in parte, i costi sostenuti dal Consorzio per il consumo energetico. Orbene, la tariffa dell’energia pulita - quella idroelettrica per l’appunto - nella quale il Consorzio aveva per tempo investito, è stata calmierata ad un valore irrisorio, ovvero con una tariffa di 5 centesimi al chilowattora, quando, invece, il costo di acquisto dell’energia ha raggiunto i 50 centesimi. Questa imprevista circostanza ha comportato un mancato introito, ulteriormente impattante in modo negativo nel bilancio, di circa 700 mila euro. Tra incremento dei costi energetici per gli impianti che consumano energia (uno sbilancio di circa 3,5 milioni di euro, coperti solo per 1 milione di euro facendo ricorso a tutte le nostre risorse disponibili in bilancio) e mancato introito dagli impianti che producono energia (per 0,7 milioni di euro), lo sbilancio è pesantissimo e ammonta a ben 3,2 milioni di euro.
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Al cospetto di tale drammatica situazione, la suddetta somma a nostro parere non dovrebbe gravare solo sul mondo agricolo, perché ciò penalizzerebbe in modo significativo l’intero settore del nostro territorio (53 Comuni) ed il suo indotto in un momento storico (caratterizzato da pandemia e coinvolgimento bellico) in cui l’agricoltura è già penalizzata pur risultando essere trainante per l’economia della Regione e dell’intero Paese. Lo scrivente Consorzio ha segnalato le suddette criticità ormai da mesi. Infatti, con varie missive ufficiali ci siamo rivolti sia alla nostra Associazione Nazionale dei Consorzi di 3 bonifica (ANBI) che ha sensibilizzato gli Organi di Governo nazionale, sia pure alla nostra Associazione Regionale dei Consorzi di bonifica (ANBI Veneto), che ha allertato gli Organi di Governo regionale. In assenza di concreti riscontri, abbiamo sentito il dovere di formalizzare una apposita segnalazione al Presidente della Giunta Regionale, inviata in data 16 settembre 2022. Con tale comunicazione abbiamo chiesto un intervento rapido e sostanziale da parte della Regione per risolvere il gravissimo problema, facendo presente che in assenza di interventi, anche di natura economico-finanziaria, si sarebbe messo in crisi il mondo agricolo e, soprattutto, si sarebbe minata la sicurezza idraulica dell’intero comprensorio, abitato da circa 300.000 persone. In questa situazione molto difficile, lo scrivente Consorzio ha provveduto al pagamento integrale delle bollette del mese di giugno, mentre le bollette di luglio sono state pagate solo in parte, chiedendo al fornitore una rateazione. La rateazione, però, non è stata concessa gettando nello sconforto i nostri Amministratori. Da una riunione tenutasi recentemente (6 ottobre u.s.) con tutti i Consorzi Veneti e con l’Anbi Veneto si è avuta conferma della catastrofica contingenza sopra descritta; inoltre, si è potuto appurare che il nostro Consorzio è quello che più sta patendo la situazione in termini di percentuale di incremento dei costi dell’energia e ciò sia per la tipologia del servizio reso e sia per l’incidenza degli oneri di funzionamento degli impianti idraulici. Visto il protrarsi di questa congiuntura negativa, abbiamo ritenuto doveroso informare anche i Prefetti di Padova, Treviso e Vicenza, con nota del 14 ottobre, per fare presente che nella malaugurata e non creduta ipotesi in cui il fornitore spegnesse gli impianti a causa del mancato integrale pagamento delle bollette, le conseguenze sarebbero devastanti: dovrebbe essere di tutta evidenza che, con l’imminente inizio della stagione autunnale e invernale e con l’intensificarsi degli eventi piovosi, il pieno funzionamento degli impianti idrovori e di manovra, a tutela della sicurezza idraulica del territorio, dovrebbe essere garantito e considerato come priorità. 4 In questo contesto, anche alla luce di tutti gli sforzi fatti, abbiamo dichiarato di voler essere ritenuti indenni da ogni responsabilità conseguente ad eventi dannosi che si verificassero per disfunzioni degli impianti non dipendenti dalla nostra volontà e dal nostro operato. In assenza di un adeguato intervento della mano pubblica, come peraltro sta avvenendo in altre Regioni italiane che hanno preso atto dell’eccezionalità della situazione descritta, l’unica alternativa percorribile resta quella di prevedere ed inviare agli utenti un ruolo suppletivo dalle imprevedibili ricadute socio-economiche.
IL PRESIDENTE
Rag. Enzo Sonza

