Chiusura anticipata rogge Civrana e Moranda

Per la persistente siccità

Notizie

La fine dell’anno è ormai alle porte, ma la gestione dell’acqua da parte del nostro Consorzio continua ad essere centrale, soprattutto considerando la situazione di stallo meteorologico.
Le lievi perturbazioni dei giorni scorsi non hanno infatti interrotto un periodo di scarsità idrica che abbiamo già segnalato da tempo. La situazione non risulta tanto gravosa per le campagne, visto che la stagione agraria è nella sua fase di sospensione invernale, quanto per il mantenimento idrico del fitto reticolo dei vari canali del nostro comprensorio.

Ricordiamo infatti come nei corsi d’acqua alberga la fauna ittica, ma essi servono anche per la vivificazione e la salubrità del territorio, oltre che a tenere attivi i vari specchi acquei di ville e parchi storici; non per ultimo, i canali garantiscono in questo periodo il funzionamento delle nostre aree di ricarica per il rimpinguamento della falda.

Purtroppo la situazione attuale mette a grave rischio tutte queste attività e pertanto, oltre a segnalare ai vari Enti e soggetti competenti la criticità rilevata, si è arrivati nuovamente al momento delle decisioni non piacevoli: ovvero dover chiudere alcuni canali, visto che non vi è abbastanza acqua a disposizione per tutti.
Nella giornata di oggi siamo stati quindi costretti a procedere, in via straordinaria, alla chiusura in anticipo di alcune aste irrigue, come la roggia Civrana e la roggia Moranda (nonché le loro derivate), in sinistra Brenta, per mantenere una portata d’acqua sufficiente nel resto dei canali.
Con il supporto della locale Associazione dei pescatori si è già provveduto al recupero dei pesci, in modo da non creare danni ambientali più gravi. L’operazione ha anticipato l’asciutta definitiva dei canali, ordinariamente attuata nei mesi di febbraio/marzo, per poi provvedere alla loro riapertura, indicativamente ad aprile.

La crisi idrica è diventata endemica in particolare in questo periodo stagionale, in quanto la portata del fiume Brenta, fonte d’acqua principale del comprensorio, è ampiamente deficitaria, condizionata dal lungo periodo di scarsità di piogge e dalla variabilità degli apporti provenienti dalla gestione dei serbatoi montani da parte delle società idroelettriche, le quali si trovano anch’esse a fare i conti con livelli di invaso ai minimi.
Rimane pertanto l’impegno di tutta la struttura consortile a seguire e a monitore la situazione in essere, gestendo e distribuendo nel miglior modo possibile la risorsa disponibile.
Si ritrova ancora una volta sgradita conferma delle conseguenze del cambiamento climatico.

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