Boschi di ricarica delle falde

Gruppo internazionale in visita al “Bosco limite” di Carmignano di Brenta

Notizie

Quest’anno si riunisce a Venezia il Comitato di direzione del F.S.C. (Forest Stewardship Council) International, associazione senza scopo di lucro che ha dato vita ad un sistema di certificazione forestale riconosciuto a livello internazionale, al fine della corretta gestione forestale e della tracciabilità dei prodotti derivati.
Si tratta di dodici rappresentanti arrivati da Brasile, dall’Indonesia, dai Paesi Bassi, dagli Stati Uniti, dalla Germania, dal Canada, dall’Ecuador, dalla Malesia, dall’Uruguay e dalla Svezia per questo importante appuntamento.

Essi si sono confrontati sulle sfide poste dall’attuale situazione delle foreste nel mondo, con particolare attenzione al loro ruolo nella mitigazione dei cambiamenti climatici e alle opportunità legate alla valorizzazione dei servizi ecologici, oltre ad altri aspetti.
“Per il futuro del pianeta le foreste saranno sempre più importanti”, ha affermato Kim Carstensen, Direttore Generale di F.S.C., “giocheranno in particolare un ruolo sempre più incisivo nel contrasto ai cambiamenti climatici in atto. In questo senso, siamo contenti di essere in Italia per questo meeting perché è uno dei Paesi più promettenti per quel che riguarda la valorizzazione dei servizi naturali dei boschi”.
Dopo la visita ai boschi di San Donà di Piave e Cessalto, venerdì 30 novembre la conclusione del meeting è avvenuta con la visita di una seconda realtà certificata veneta, quella del Bosco Limite di Carmignano di Brenta: qui, un bosco di oltre 2.300 alberi ha sostituito un'area tradizionalmente coltivata a mais e soia, con l'obiettivo di fornire riparo per la fauna, stoccaggio di anidride carbonica e regimazione delle risorse idriche. Un modello replicabile, che consente ai proprietari di aree agricole di generare redditi maggiori rispetto a coltivazioni convenzionali, valorizzando i servizi ecologici forniti dal bosco.
“Oltre alle pregevoli caratteristiche ambientali del Bosco limite”, afferma il presidente del Consorzio, rag. Enzo Sonza, “un aspetto di notevole importanza è la sua funzione di area di ricarica della falda”. Infatti, attraverso 1.200 metri di canali, l’area infiltra in falda una media di 200 litri al secondo di acqua di ottima qualità attraverso il processo naturale di percolazione su terreni permeabili, per un volume idrico annuo di ben 2 o 3 milioni di metri cubi/anno.
Il nostro Consorzio è stato il primo Ente in Veneto e forse in Italia, dal 2007, a sperimentare la tecnica delle aree forestali di infiltrazione, grazie alla collaborazione della società regionale Veneto Agricoltura.
È un metodo innovativo, che ben si concilia con l’ambiente, per cui viene abbinato l’aspetto idraulico di ravvenamento della falda con quello della forestazione.

Il Consorzio già allora aveva pensato fosse importante tesaurizzare l’acqua nei momenti di abbondanza per poi poterla ritrovare nelle risorgive durante la stagione estiva, a scopo irriguo.
In questi anni abbiamo finora realizzato dieci aree di ricarica della falda con questa tecnica, alcune nell’ambito di finanziamenti europei, con la collaborazione di altri partner istituzionali. Una delle più significative è proprio questa, realizzata col progetto Life Aquor in collaborazione con la Provincia di Vicenza e altri partner.
“La ricarica che facciamo presso il bosco limite”, afferma il presidente Sonza, “si colloca a breve distanza dal sito ove sono previsti i nuovi prelievi idrici a scopo acquedottistico voluti dalla Regione; e quindi ricordo l’importanza di proseguire le attività di ricarica della falda in modo molto più ampio e secondo quanto previsto da apposito accordo condiviso con la stessa Regione e con gli Enti locali”.

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