BOLLETTE ALLE STELLE

Tariffe elettriche: crescita esponenziale. Una mazzata sui Consorzi

Notizie

Come denunciato da ANBI, associazione nazionale dei Consorzi di bonifica, la bolletta dell'energia elettrica sta assumendo dimensioni insostenibili: in media il chiloWattora, che nel 2021 costava € 0,125, oggi è salito a € 0,442!
Si tratta di una vera e propria “mazzata” a carico dei Consorzi di bonifica (e quindi dei cittadini), in quanto ciò si aggiunge a un incremento del 30-40% dei consumi di quest’anno, per la necessità di contrastare siccità ed alte temperature nelle campagne; il che significa a livello italiano una previsione di spesa complessiva pari a € 344.487.000, cioè circa 269.211.000 euro in più rispetto all'anno scorso.
Il nostro Consorzio purtroppo ha dinamiche del tutto simili: ci sono appena state trasmesse le bollette sui consumi energetici del mese di giugno, che presentano un importo triplo rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Analizzando tali numeri, è emerso che l’importo unitario delle tariffe applicate nel mese di giugno, nonostante l’azzeramento degli oneri di sistema da parte del Governo, è pari quasi euro 0,29 al kilowattora. Proiettando i dati della borsa elettrica è sostanzialmente certo che il valore unitario dell’energia salirà ulteriormente fino ad arrivare anche a 0,50 €/kWh.
Si sta quindi verificando un incremento anomalo e ingiustificabile delle tariffe elettriche che, se proiettato nei mesi successivi (in particolare, per quanto ci riguarda, quelli di luglio e agosto che avranno consumi elevatissimi vista la situazione di massimo impiego degli impianti irrigui per la siccità) comporterà un costo complessivo annuale dell’energia abnorme e insostenibile.
A ciò si aggiunge il tetto fissato (art. 15 bis del Decreto 27 gennaio 2022) dal Governo dal mese di febbraio 2022 alle tariffe di vendita dell’energia proveniente dalla produzione delle nostre principali centrali idroelettriche, che avrebbero potuto beneficiare dell’andamento del mercato e alleviare almeno in parte il costo sostenuto dal Consorzio e invece sono state calmierate, comportando un mancato introito importante, che si aggiunge al sopra citato effetto molto negativo sul bilancio.
Alla luce di quanto sopra considerato, è indispensabile e urgente una forte presa di posizione nei confronti delle autorità statali e regionali per ottenere degli adeguati e urgenti ristori, tenuto conto della valenza pubblica dell'attività svolta dai Consorzi a favore del comparto primario, fondamentale per l'economia del Paese. Non possiamo certo caricare a tale comparto dei costi così sproporzionati, che comporterebbero in via teorica circa il raddoppio dei canoni irrigui sul mondo agricolo che è già in forte sofferenza sia per la siccità che per l'incremento generale dei prezzi. Un anno come questo certamente giustifica l’applicazione di deroghe o di compensazioni, perché si tratta di un vero e proprio stato di calamità naturale.
Afferma preoccupato Francesco Vincenzi, Presidente ANBI: “far pagare ai Consorzi di bonifica, a prezzi di mercato, l'energia necessaria alla gestione idraulica per la salvaguardia dalle alluvioni e la distribuzione irrigua per produrre cibo, è come far pagare l'acqua ai Vigili del fuoco per spegnere gli incendi...”
Quello elettrico è un onere (a carico della comunità anche attraverso un inevitabile aumento dei costi dei prodotti alimentari), che potrebbe essere in larga parte abbattuto permettendo ai Consorzi di bonifica l'utilizzo dell'energia idroelettrica autoprodotta per tutti i compiti d'istituto e non solo a servizio dell'impianto di produzione. La soluzione è talmente semplice e nell'interesse collettivo che la domanda sorge spontanea: perché non viene fatto? La risposta alle Autorità decisorie.

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