Avvio Gruppo Operativo Brenta 2030
Presso la sede del Consorzio
Si è tenuta il 26 settembre l’iniziativa di avvio ufficiale dell’attività del Gruppo Operativo Brenta 2030, che ci vede partner insieme ad altri Enti del territorio.
È un progetto che è riuscito ad avere l’attenzione ed il conseguente finanziamento da parte della Regione Veneto sui capitoli del Piano di Sviluppo Rurale, fondi provenienti dall’Unione Europea.
Il GO Brenta 2030 ha l’obiettivo di migliorare la governance e sperimentare uno schema di Pagamento per Servizi Ambientali per il mantenimento e il miglioramento della qualità della risorsa idrica del Medio Brenta, riducendo i conflitti d’uso e aumentando la redditività delle aziende agricole attraverso la valorizzazione del servizio di salvaguardia idrica: le aziende disposte a impegnarsi per rendere più sostenibile la propria attività potranno essere ricompensate e valorizzate sul territorio, per contrastare i fenomeni di abbassamento della falda, il peggioramento dello stato delle acque superficiali e la crescente importanza strategica regionale della nostra risorsa idrica.
Come Consorzio Brenta ci ha fatto molto piacere che il progetto si stia concretizzando e quindi abbiamo volentieri ospitato questo primo incontro ufficiale, dopo un impegnativo periodo di impostazione che ha portato a ottenere il finanziamento su una così importante tematica. Facendo squadra tra realtà locali si raccolgono i frutti!
Viviamo sempre più spesso l’alternanza di siccità e alluvioni; nel 2019 non ci sono state particolari criticità, a differenza di anni recenti, ma questo non ci deve far dimenticare la necessità di importanti opere ed iniziative per migliorare la gestione della risorsa idrica, un bene prezioso ma limitato.
Tra esse, il nostro Consorzio ha avviato ormai da più di dieci anni innovative attività di ravvenamento della falda tramite i “boschi di ricarica”, che coniugano gli aspetti idraulici a quelli ambientali.
Tra gli esempi più significativi in questo senso possiamo citare il Bosco limite di Carmignano di Brenta e il Bosco delle prese a Tezze sul Brenta. Abbiamo realizzato il primo attraverso il finanziamento europeo Life Aquor, e abbiamo recentemente attrezzato il secondo come area di ricarica su una superficie di ben 5 ettari grazie al Comune di Rosà che ci ha offerto la disponibilità dell’area e attraverso i fondi del Ministero dell’Ambiente. Entrambi le aree si dimostrano pienamente funzionali.
Fa piacere poter proseguire su questa strada anche grazie a questa nuova occasione, in collaborazione con gli altri partner.
È importante però trovare un metodo affinché alle aree già realizzate, e a quelle che verranno, possa essere assicurato un futuro. Lo studio di appositi meccanismi di finanziamento per questo tipo di Servizi Ecosistemi è quindi il punto focale che il progetto porterà avanti, e lo vediamo con grande favore.
Il progetto durerà circa 3 anni e ha portato sul territorio un finanziamento di oltre 400.000 euro. Ha inoltre innescato ulteriori iniziative, tra cui un progetto Life (denominato Brenta 2030) che ha fatto concretizzare altri circa 1,5 milioni di euro da parte dell’Unione Europea, avendo come protagonista la gestione dell’acqua nel nostro territorio.

