Allarme siccità
Valori ridotti dei livelli nei canali
Sembra impossibile, ma ancora una volta si presentano situazioni climatiche estreme: nel fiume Brenta ormai da alcuni giorni le portate idriche raggiungono in alcune ore valori minimi preoccupanti, intorno ai 15 metri cubi al secondo. In altre ore le portate risalgono (fino a circa 30 metri cubi al secondo) grazie allo svaso del bacino del Corlo operato dall’ENEL per produrre energia idroelettrica, ma questo avviene solo nei momenti in cui c’è maggiore richiesta energetica dalla rete elettrica.
Questo costringe il Consorzio a dovere ripartire le estremamente ridotte portate del Brenta a Bassano del Grappa nelle rogge con acque derivate dal fiume.
Si noti che in questo periodo ovviamente non si fa irrigazione, i flussi idrici nelle rogge sono dedicati ai vari altri utilizzi che nel territorio rendono l’acqua indispensabile: l’aspetto igienico-sanitario, vista la presenza di numerosi scarichi di attività civili, artigianali e industriali che vengono autorizzati proprio in virtù di un’adeguata presenza d’acqua; per la sopravvivenza della fauna e della flora acquatica e delle siepi che costeggiano i corsi d’acqua; in particolare, per la fauna ittica, visto che molti canali consortili sono classificati a fini ittici dalle Province; per l’alimentazione degli specchi acquei di contesti di parchi e beni monumentali; per la ricarica della falda; per l’alimentazione di opifici e centrali idroelettriche o di cicli industriali; ecc.
Vista la situazione, si è inviata una lettera alle Province e alle competenti Associazioni dei Pescatori per valutare l’eventuale necessità di recuperi ittici nei canali interessati.
Per ora si vorrebbero evitare provvedimenti drastici quali la chiusura straordinaria di rogge, che sarebbe impattante ed è già avvenuta negli ultimi tre inverni. Per altro a breve, in primavera, è prevista l’asciutta stagionale dei canali derivati per gli interventi manutentori, e al proposito è già stata organizzata per il mese di gennaio la tradizionale riunione con le Province e i Pescatori per concordare il relativo calendario.
La situazione appare preoccupante anche nella prospettiva della prossima stagione irrigua, in cui l’acqua servirà per il mondo agricolo. L’assenza di neve e la scarsa piovosità potrebbero incidere negativamente in questo senso.
Il clima sicuramente sta cambiando, con eventi estremi, dalle alluvioni alla siccità. Solo due mesi fa eravamo a rischio di esondazione e il Brenta aveva raggiunto livelli preoccupanti, il bacino del Corlo era stato completamente riempito e grazie a questa azione moderatrice si erano evitate situazioni che avrebbero potuto creare gravi danni. Per la sicurezza idraulica il Corlo poi è stato nuovamente svuotato, ma se questo ha dato sicurezza al territorio in termini di possibili piene, non essendosi poi verificate, significa di fatto aver buttato a mare una preziosa riserva d’acqua, che non è detto (vista la attuale siccità) possa riformarsi…
Sempre di maggiore attualità, quindi, risulta la proposta del Serbatoio del Vanoi, che il nostro Consorzio ha sottoposto all’attenzione delle Autorità ormai da molti anni. Una nuova scorta d’acqua che potrebbe da una parte aumentare la sicurezza idraulica del territorio e dall’altra costituire riserva per i periodi di siccità che sempre più spesso si riscontrano.

