Acqua, ricchezza per un territorio produttivo

Intervento del Direttore del Consorzio nel convegno a Tezze sul Brenta

Notizie

Anbi Veneto (Associazione dei Consorzi di bonifica) e Coldiretti Vicenza hanno presentano l’incontro “Acqua, ricchezza per un territorio produttivo”, la sera dell’11 ottobre scorso a Tezze sul Brenta, al Parco dell’Amicizia.
Protagonista dell’incontro è stato il territorio solcato dal fiume Brenta, una delle aree economicamente più dinamiche del Paese, della quale si sono affrontate le problematiche, le progettualità, le potenzialità connesse alla risorsa idrica.
L’incontro si è aperto con gli interventi del direttore del Genio Civile di Vicenza, Mauro Roncada, e del nostro direttore, Umberto Niceforo.
Sulla base di tali interventi tecnici, si è sviluppata una tavola rotonda moderata dal direttore de “Il Giornale di Vicenza” Luca Ancetti, alla quale hanno partecipato: Luigi De Lucchi, Dirigente del Servizio Bonifica della Direzione regionale Difesa del Suolo;
Francesco Baruffi, Segretario dell’Autorità di Bacino Distrettuale Alpi Orientali; Luigi Pellanda, vicesindaco di Tezze sul Brenta; Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto; Martino Cerantola, presidente di Coldiretti Vicenza.
Hanno portato il loro contributo anche il Presidente del Consiglio Regionale, Roberto Ciambetti, e l’europarlamentare Mara Bizzotto.

Di seguito si riporta la sintesi dell’intervento del nostro Direttore, ing. Niceforo
Problematiche nella gestione dell’acqua nel territorio del Brenta
Dopo una breve premessa sulle competenze nel campo delle acque, ed in particolare del Consorzio di bonifica Brenta, localmente interessato, si è focalizzata l’attenzione sulle varie componenti che vengono coinvolte nella gestione idrica in tale ambito.
Le reti idrauliche consortili hanno essenzialmente due funzioni: quelle di veicolare i flussi derivanti dalle piogge, tutelando il territorio dal rischio di allagamenti, e quello di addurre l’acqua quando ce n’è bisogno.
Sono state approfondite le modalità di gestione dell’irrigazione, che in questo territorio è fondamentale (sin dall’epoca romana, come confermato dal sistema della centuriazione, e con particolare evidenza sotto la Repubblica di Venezia dal XV secolo in poi) per garantire le produzioni agricole; essendo il clima e la natura dei terreni – fortemente permeabili – incapaci di fornire adeguata sicurezza di approvvigionamento in assenza di quell’articolato sistema di derivazioni dal Brenta di canali che sono indispensabili allo scopo.
Oggi l’irrigazione interessa nel comprensorio del Consorzio di bonifica “Brenta” in modo strutturato una superficie di ben 30.000 ettari, e sono 20.000 le aziende agricole direttamente servite, per non parlare dell’indotto.
Il sistema di canalizzazioni, oltre a garantire il servizio irriguo in periodo estivo, per tutto l’anno assicura funzioni vitali, essendo una rete capillare che percorre il territorio di 54 Comuni.
In particolare viene assicurato l’ambiente vitale alla fauna ittica presente nei canali, tanto che molti di essi sono classificati a fini ittici da parte delle Province.
La presenza costante d’acqua nei canali, che si diramano in modo capillare nel territorio, favorisce oltre che la fauna, anche la componente floristica. Da un censimento appositamente svolto in ambito universitario, risulta che metà delle siepi del territorio della destra Brenta è associata ad un canale. La destra Brenta inoltre, grazie ai sistemi irrigui, ospita le praterie e i prati permanenti, che caratterizzano da secoli l’ambiente e il paesaggio in modo unico, grazie anche alla presenza delle risorgive.
Inoltre, i canali consentono il funzionamento di numerosi utilizzi idroelettrici (energia pulita e rinnovabile incentivata dallo Stato) dati in concessione dalla Regione Veneto.
Ancora, i flussi idrici nei canali consortili hanno una funzione di vivificazione idrica necessaria a livello igienico-sanitario, tenuto conto che numerosi depuratori e recapiti di attività artigianali e industriali avvengono all’interno di tale rete e sono possibili proprio in quanto nei canali c’è acqua.
I canali alimentano anche antichi mulini e manufatti storici inseriti in percorsi ciclo-pedonali con funzione turistica e per i quali sono stati effettuati notevoli investimenti con fondi pubblici.
I canali alimentano inoltre parchi di ville monumentali (ad esempio: parco di villa Contarini a Piazzola sul Brenta) vincolati dalla Soprintendenza, significativi specchi acquei (ad esempio il fossato delle antiche mura di Cittadella) e varie oasi naturalistiche.
Il prolungato scorrere dell’acqua in centinaia di corsi d’acqua consortili in terra su terreni permeabili e la pratica dell’irrigazione sui campi favoriscono la ricarica della falda, come dimostrato da vari studi del C.N.R. e dell’Università di Padova. Le risorgive riescono a sopravvivere, pur con grandi difficoltà, proprio grazie a questo.
La notevole variabilità temporale delle portate del fiume, che ha natura torrentizia pur essendo in parte regolato artificialmente da alcuni serbatoi idroelettrici, comporta spesso stati di magra e ridottissime portate fluenti. Per questo motivo l’introduzione di recenti normative europee in materia di “deflusso ecologico” nei fiumi, tematica che pure è degna della massima attenzione, risulta poco applicabile alle realtà sud europee (e in particolare alle nostre); infatti, il rilascio nel fiume di portate per scopi ecologici rischia di essere vanificato dalla natura stessa del Brenta, che fa disperdere le acque nell’alveo, oltre a poter creare, in certi periodi, un gravissimo impatto sul sistema delle derivazioni e quindi al territorio da esse servito.
Oltre che nell’ambito della tematica del Deflusso Ecologico, più in generale nell’ottica della valorizzazione del fiume appare sempre più importante pianificare la realizzazione di opportune infrastrutture che consentano di ridurre i prelievi idrici dal fiume Brenta (risparmio idrico attraverso sistemi irrigui più moderni) ovvero incrementino le portate di magra (serbatoi, ricarica della falda). Anche sul versante della sicurezza idraulica, a seguito sia del cambiamento climatico che della forte urbanizzazione, sussistono varie necessità che richiedono priorità di attenzione e conseguenti investimenti.

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