Situazione idrica
Stagione irrigua ufficialmente avviata, condizioni precarie
Come da secolare tradizione, il 25 aprile, giorno di San Marco, viene avviata la stagione irrigua. Quest’anno, stante la situazione di conclamata e perdurante siccità, si temeva tuttavia che tale avvio si dovesse sospendere e rinviare; le piogge nel frattempo intervenute (mediamente 30-40 millimetri) hanno offerto benefico sollievo a tutto il nostro territorio e consentito di “tirare un respiro”.
Di certo si respira, ma non per molto: servirebbero ben altre (e prolungate) precipitazioni per invertire il negativo trend che stiamo vivendo ormai da oltre un anno, con falde ai minimi termini, portate fluviali ridotte, assenza di manto nevoso in montagna, serbatoi di accumulo sotto i livelli ordinari, risorgive con affiori modesti.
Girando per le campagne in questa primavera l’occhio attento osserva condizioni abbastanza diverse rispetto al passato: ad aprile alcuni prati già sfalciati, mentre di norma il primo taglio avveniva sempre a maggio (il cosiddetto “maggengo”, appunto); la presenza diffusa di frumento rispetto al granoturco, sintomo di prudenza da parte degli imprenditori agricoli che hanno preferito seminare colture agrarie meno idro-esigenti, pur in un ambito vocato alla zootecnica ove il mais è fondamentale; colture agrarie in anticipo, viste le alte temperature che hanno caratterizzato l’inverno. Sono tutti elementi che confermano il cambiamento climatico in atto e le inevitabili conseguenze.
Resta quindi grande incertezza sul prosieguo della stagione irrigua e il Consorzio è impegnato con tutta la sua struttura per gestire al meglio la preziosa risorsa acqua a favore del nostro territorio, agricoltura e ambiente.
Sono però ormai indispensabili alcuni importanti interventi strutturali già progettati, che richiedono programmazione e finanziamento da parte delle Autorità superiori, sia per tesaurizzare l’acqua, che per utilizzarla in modo più efficiente tramite moderni impianti pluvirrigui.


