Prevenzione civile

Pulizia dei torrenti in pedemontana, sinergia Comune Marostica – Consorzio

Lavori

Si è tenuto a Marostica, il 1° dicembre scorso, un sopralluogo dei vertici del Consorzio: accolti dal sindaco, Matteo Mozzo, in località Ponte Campana, il Presidente Enzo Sonza e il Direttore Umberto Niceforo hanno assistito alla manutenzione che un mezzo operativo del nostro Ente stava svolgendo all’interno dell’alveo del torrente Longhella. Oltre al sindaco c’era anche una troupe televisiva, perché dopo quello che è successo drammaticamente ad Ischia, fa notizia anche una cosa che dovrebbe essere scontata: l’ordinaria manutenzione dei corsi d’acqua. Si tratta di un’attività che invero il Consorzio svolge regolarmente in tutto il comprensorio di propria competenza, tutti i giorni, nelle varie zone, con personale e mezzi operativi, su una rete complessiva di oltre duemila chilometri. Ma allora qual è la notizia? La sinergia proficua ed efficace che si è attuata – e non è certo la prima volta – tra Consorzio di bonifica e Comune di Marostica per affrontare e risolvere una tematica posta all’attenzione delle Autorità superiori ormai da tempo: la parte a nord del territorio comunale è fuori dall’ambito di competenza consortile, e in quell’area manca il presidio e la manutenzione dei corsi d’acqua. Per non lasciare tale area in abbandono, i due Enti hanno stipulato un accordo (ai sensi dell’articolo 15 della legge 241) in modo che i torrenti locali venissero finalmente manutentati.
Gli interventi, avallati dal Genio Civile e dal Servizio forestale, appositamente interpellati dal Comune, si stanno già completando nel giro di qualche giorno, e consistono nell’eliminazione della vegetazione spontanea infestante che era cresciuta all’interno dei torrenti e che avrebbe potuto compromettere il deflusso delle acque nel caso di improvvise e forti precipitazioni che si verificano sempre più spesso, correlate ai cambiamenti climatici in atto.
I torrenti interessati sono stati il Longhella, il torrente Valletta e la roggia Marcoalda, per un totale di 28 chilometri di sfalci effettuati sulle sponde e sul fondo.
L’accordo prevede che il Comune contribuisca con le spese vive preventivate dal Consorzio.
Si tratta di un vero e proprio intervento di “Prevenzione civile”, termine derivato da Protezione Civile, attività quest’ultima encomiabile ma che è costretta ad essere effettuata ad eventi – e danni – avvenuti; intervenendo prima e in tempo, invece, si evitano i danni e la somma è contenuta, pur dovendo essere costante nel tempo.
Oltre alla virtuosa collaborazione che si è verificata grazie alla buona volontà e all’operatività dei due Enti, sarebbe auspicabile una soluzione definitiva, che richiede però la decisione da parte della Regione: l’estensione del comprensorio del Consorzio andando a comprendere anche la parte a nord oggi esterna. Questo richiederebbe la classifica di bonifica e il conseguente pagamento del tributo consortile: scelta politicamente non facile perché magari impopolare. Questo se ci si ferma ai facili consensi o, meglio, a non volere dissensi. Ma un’alta politica dovrebbe essere quella del coraggio della decisione e della trasparenza della spiegazione: i cittadini ormai sono maturi e seri e se capissero che a fronte del pagamento di un tributo annuale, peraltro modesto, potrebbe essere garantita una costanza di manutenzione dei torrenti in esame, probabilmente i dissensi si limiterebbero al minimo e soprattutto aumenterebbe notevolmente la sicurezza idraulica del territorio.
I tragici eventi di Ischia dimostrano proprio come la mancata manutenzione idrogeologica porti a conseguenze disastrose, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici e dove si è fortemente urbanizzato.
Un’altra “morale della favola” è quella della corretta pianificazione urbanistica, che dovrebbe tenere conto degli aspetti idrogeologici, evitare di costruire in aree a rischio, lasciare lo spazio per i deflussi delle acque e prevedere idonee opere idrauliche. Per non parlare degli abusi, che per fortuna nei nostri territori sono limitati a percentuali esigue.
Da queste situazioni catastrofiche viene ribadita l’importante azione quotidiana di manutenzione dei Consorzi di bonifica, che quando fanno il loro dovere hanno un ruolo fondamentale, anche se spesso non conosciuto o non valorizzato, o visto solo quando arriva da pagare il contributo, peraltro abbastanza modesto rispetto a ben altri aggravi fiscali che pesano sui cittadini.

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