Presentato il nuovo pluvirriguo agli utenti

Dodici milioni di euro dal Ministero

Lavori

Con tre riunioni a cui sono stati invitati i proprietari interessati, il Consorzio ha presentato il progetto dell’impianto pluvirriguo riguardante i comuni di Colceresa, Breganze, Sandrigo e Schiavon, recentemente finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole.
I fondi, pari a 12 milioni di euro, provengono dalla Legge 145 del 2018, “fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle Amministrazioni dello Stato e allo sviluppo del Paese”.
Le riunioni si sono tenute le sere del 26 aprile a Pianezze per gli utenti di Pianezze, Colceresa e Breganze, del 29 aprile a Sandrigo e del 10 maggio a Cittadella per gli utenti di Schiavon. Alle riunioni hanno partecipato anche i rispettivi sindaci o assessori comunali delegati, i quali, tutti, hanno caldeggiato la realizzazione dell’impianto. All’ultima riunione era presente anche il consigliere regionale Giuseppe Pan, assessore regionale nel periodo in cui i fondi sono stati ottenuti dal Ministero grazie anche al supporto della Regione, che ha definito i progetti del Consorzio di massima priorità.
Come illustrato dal presidente Enzo Sonza e dal direttore ing. Umberto Niceforo, il progetto, con la tecnica dell’irrigazione di precisione, consentirà il massimo risparmio idrico possibile, fornendo un adeguato servizio irriguo come richiesto da molte aziende agricole del territorio interessato. Inoltre, favorirà un futuro sviluppo della ricarica della falda, essendo le tubazioni principali dell’impianto dimensionate anche a questo scopo.
È prevista la realizzazione di una nuova condotta di collegamento con la esistente centrale a Pianezze, alimentata dal fiume Brenta, una nuova centrale di pompaggio in via Oppio a Colceresa e una rete di condotte che verranno posate in sotterraneo e in cui l’acqua verrà messa in pressione, andando ad alimentare nel periodo irriguo le aziende agricole per un primo lotto di 980 ettari, buona parte dei quali oggi con criticità di alimentazione idrica.
La condotta di collegamento, in cemento armato, avrà un diametro di 2 metri e un percorso di oltre un chilometro.
La centrale di pompaggio si colloca su un’area già acquisita ed è già a discreto stadio di realizzazione. Nella centrale di pompaggio troveranno spazio 4 pompe da 135 litri al secondo ciascuna, per un sollevamento totale di circa 600 litri al secondo; nell’edificio saranno predisposti inoltre gli alloggiamenti di altre pompe per future estensioni. La rete di tubazioni comprenderà 12 chilometri di condotte in vetroresina dei diametri da 350 a 1000 millimetri e 60 chilometri di condotte in P.V.C. con diametri da 110 a 315 millimetri. Completeranno l’impianto una serie di apparecchiature, tra cui ben 1233 idranti di consegna alle singole aziende agricole, tutti dotati di limitatore di portata da 6 litri al secondo per evitare sprechi o prelievi abusivi.
Una volta completata l’opera, sarà possibile alimentare altri lotti, sia in pianura che in collina, tramite ulteriori finanziamenti, offrendo altre occasioni di sviluppo al territorio. La rete tubata è stata recentemente appaltata e i lavori potranno iniziare subito dopo la stagione agraria. Il turno irriguo sarà di 10 giorni su comizi di 10 ettari, e ciascuna proprietà avrà un adacquamento proporzionale alla propria area (ad esempio, 1 giorno ogni 10 giorni per un’area di 1 ettaro). L’opera, come detto, comprende la centrale di pompaggio dell’importo di 1.061.827 euro e la rete tubata per 7.501.007 euro, a cui si aggiungono gli oneri di acquisizione delle aree per 640.242 euro (compresi gli indennizzi di legge per servitù e occupazioni temporanee legate alla posa delle tubazioni), l’IVA al 22% ed altri oneri di esecuzione.
Grazie all’irrigazione in pressione, la dotazione specifica per ettaro sarà pari a circa un terzo rispetto a quella preesistente, con notevole risparmio idrico. Il sistema irriguo consentirà inoltre una notevole riduzione del trasporto di nitrati e fosfati rispetto al preesistente, con evidenti vantaggi per la qualità delle acque e quindi anche di carattere ecologico. Inoltre, da subito sarà possibile chiudere un pozzo che preleva dalla falda, il pozzo Longa a Schiavon, con notevole risparmio di acqua di falda.
I lavori saranno presumibilmente conclusi nel 2024; infatti si sono dovuti suddividere in due annualità, per non interferire con le lavorazioni agrarie stagionali da parte degli utenti.
La realizzazione dell’impianto in esame è propedeutica ad altri impianti irrigui, quali quelli collinari e gli impianti a ovest fino al torrente Astico Tesina, previsti ancora dal 1991 e per cui c’è forte richiesta da parte degli interessati (alcune zone sono servite da pozzi profondi, ad esempio Maragnole, Maglio, Tugurio, Camazzane, eccetera).
Un particolare ringraziamento è stato rivolto dal Presidente Sonza al Ministero delle Politiche Agricole, in particolare all’allora sottosegretario Franco Manzato e al Capo Dipartimento dr. Giuseppe Blasi, nonché alla Regione che ha fornito il suo supporto, ai Comuni interessati che sono sempre stati vicini, oltre che a tutti coloro che hanno collaborato nell’iter amministrativo, non dimenticando la struttura del Consorzio che ha redatto il progetto, che è stato ritenuto meritevole di essere concretizzato.
Il Consorzio nel frattempo non si è fermato e ha anche redatto altri sette progetti esecutivi di impianti irrigui, inseriti nelle proposte sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, all’attenzione del Governo, il cui esito dovrebbe manifestarsi entro breve tempo.
Infine, il Consorzio prosegue la propria annosa battaglia per la promozione del serbatoio del Vanoi, determinante per il futuro dell’acqua del nostro territorio, e a tal proposito il presidente Sonza ha chiesto un colloquio col presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

Banner

IMPIANTO PLUVIRRIGUO MEDOACO

Finanziato dall'Unione Europea - NextGenerationEU Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste

Banner

BIGLIETTO IRRIGUO

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE E SCARICARE IL TUO BIGLIETTO IRRIGUO