Interventi di manutenzione straordinaria durante le asciutte
Nei canali principali ad uso irriguo
Ogni anno, nel periodo compreso tra la metà di febbraio e la metà di aprile, il personale del Consorzio di bonifica Brenta è impiegato nella pulizia e nella manutenzione straordinaria di alcuni canali di rilevante importanza per gli usi irrigui, a cui viene temporaneamente tolta l’acqua proprio a tale fine.
Si tratta di lavorazioni che vengono svolte tutti gli anni nel periodo delle asciutte dei canali; un lavoro silente e spesso poco visibile, ma necessario per poter affrontare nel modo migliore la successiva stagione irrigua.
Gli interventi si svolgono con la pulizia degli alvei delle principali rogge irrigue e con eliminazione dei sedimenti mediante l’impiego di minipale meccaniche tipo “Bobcat”, oltre all’impiego della manovalanza dedicata a pulire i muri prevalentemente in calcestruzzo.
I canali in questione sono prevalentemente rivestiti in cemento (la larghezza dei fondali è compresa tra 1 e 5 metri) e le lavorazioni principali sono la rimozione dei muschi e dei limi e il deposito di quest’ultimi lungo le sponde dei canali stessi. In ogni zona funge da prezioso supporto il relativo sorvegliante idraulico di riferimento.
Normalmente questo tipo di manutenzione annuale inizia con la roggia Trona dal bacino della Forca in comune di Tezze sul Brenta proseguendo verso Cittadella.
Successivamente alla roggia Trona, vengono manutentati questi ulteriori corsi d’acqua
IN SINISTRA idraulica del Fiume BRENTA:
- roggia Dolfina in Comune di Bassano del Grappa, Cartigliano e Rosà;
- roggia Bernarda in Comune di Bassano del Grappa e Cartigliano;
- roggia Balbi in Comune di Rosà;
- roggia Rosà in Comune di Bassano del Grappa e Rosà;
- roggia Michiela in Comune di Rosà;
IN DESTRA idraulica del Fiume BRENTA:
- roggia Contessa in Comune di Nove;
- canale Unico 3 nei Comuni di Nove e Pozzoleone;
- roggia Isacchina Superiore;
- canale unico 2 in Comune di Nove e Bassano del Grappa.
Sommariamente, la manutenzione straordinaria viene svolta su una lunghezza di circa 35.000 metri, con un impiego dei mezzi stimato per 3 settimane.
Quindi se è un po’ “triste” in questo periodo vedere i canali privi d’acqua, ci si consola a pensare che si tratta di un momento molto breve, perché in poco tempo l’acqua in essi tornerà a fluire. Questa sensazione di “tristezza” deve però anche essere motivo di riflessione, perché nulla deve essere dato per scontato: la stessa presenza d’acqua in futuro, a seguito dei cambiamenti climatici; e, nell’oggi, tutto il lavoro che c’è dietro, svolto dal Consorzio, per consentire alla rete idraulica e relativi manufatti di essere mantenuti vitali ed efficienti.
Infatti la manutenzione fa sì che i canali (recipienti dell’acqua) vengano conservati nel tempo nella loro dimensione e nella loro funzionalità; e che l’acqua possa tornare a scorrere limpida e pulita, arricchendo il paesaggio e diramandosi nel territorio con notevoli funzionalità ecosistemiche e per l’utilizzo irriguo a favore delle nostre campagne. È quest’ultimo un fattore fondamentale (anche se a volte dimenticato) per far crescere le piante e i prodotti agricoli, che diventano i cibi di cui ci alimentiamo, in un Paese in cui l’agricoltura è fattore tra i principali del made in Italy che così tanto ci fa apprezzare in tutto il mondo.




