Punto della situazione
Contratto di risorgiva, il Consorzio protagonista
Durante il periodo estivo si è tenuto un incontro del Contratto di risorgiva, di cui il nostro Consorzio fa parte, per fare il punto della situazione sulle varie attività previste nell’ambito del post progetto Life europeo delle risorgive di Bressanvido.
Erano presenti molti dei partner dell’iniziativa, tra cui i nostri rappresentanti. Si sono affrontati vari temi: lo stato delle risorgive, i monitoraggi qualitativi, le azioni di ricarica, la razionalizzazione delle risorse idriche, il contrasto dell’abbandono di rifiuti, il controllo dei prelievi faunistici, la gestione della vegetazione riparia.
Il tema della ricarica della falda, come in precedenza, vede protagonista il nostro Ente, che già da molti anni, tramite le aree forestali di infiltrazione, sta lavorando sull’argomento con un volume annuo di ricarica di oltre 15 milioni di metri cubi.
Tali azioni andrebbero integrate e al proposito ancora nel 2012 si era ottenuto un impegno regionale a seguito del prelievo idrico dalle falde dell’alta pianura del Brenta a Carmignano di Brenta, da parte delle società acquedottistiche, che ha portato a ingenti estrazioni idriche, inizialmente previste a favore delle zone della bassa padovana e del rodigino e poi estese anche alle aree vicentine interessate dai fenomeni di inquinamento da PFAS.
In attesa di tale impegno non ancora concretizzatosi, recentemente il Consorzio ha inviato in Regione ulteriori ipotesi di boschi di ricarica nell’ambito del cosiddetto “Piano laghetti”.
Attualmente ci si troverebbe nelle condizioni ideali per una congrua estensione delle ricariche già realizzate, grazie alla imminente disponibilità di una infrastruttura idraulica vocata allo scopo e che prima non esisteva: la rete di tubazioni del primo lotto dell’impianto pluvirriguo in destra Brenta, recentemente finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole e in corso di realizzazione.
Tali tubazioni hanno percorso da nord a sud con diramazioni capillari e proprio nell’area di ravvenamento degli acquiferi, in fascia pedemontana, a congrua distanza dai fiumi Astico e Brenta per evitarne gli effetti drenanti (che invece si verificano in loro vicinanza), e in territori dove sono presenti terreni idonei allo scopo per caratteristiche di permeabilità.
In molti dei partecipanti hanno ricordato la grave siccità vissuta nel 2022 fino a tutto aprile 2023, che ha visto un eccezionale calo delle risorgive. Il Consorzio, nel confermare tale quadro negativo, solo in parte superato con le piogge delle ultime settimane, ha confermato che per fare la ricarica della falda serve l’acqua; e quindi l’importanza di realizzare nuovi bacini idrici come scorta, tra i quali quello del Vanoi che sta riscuotendo diffuso consenso da parte dei Comuni del nostro comprensorio.


