Inaugurazione pluvirriguo Colceresa
Risparmio idrico e potenziale ricarica falde
Il 21 ottobre a Colceresa si è tenuta l’inaugurazione di un nuovo impianto pluvirriguo a favore di un’area di 930 ettari nei comuni di Colceresa, Breganze, Sandrigo e Schiavon.
Erano presenti numerose autorità, istituzioni, rappresentanti del mondo agricolo e utenti. Il saluto è stato portato dal sindaco di Colceresa, Enrico Costa, come padrone di casa; il direttore del Consorzio, Umberto Niceforo, ha descritto tecnicamente la nuova opera e il presidente del Consorzio, Enzo Sonza, ha svolto un intervento istituzionale e di prospettiva; il presidente dell’Anbi Veneto, Francesco Cazzaro, ha rinsaldato i concetti espressi dai nostri rappresentanti; Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio Regionale del Veneto, dopo aver letto una lettera appositamente spedita dal presidente della Giunta Regionale, Luca Zaia – che, non potendo essere presente, ci ha tenuto ad esprimere il proprio elogio e la propria vicinanza al Consorzio – ha ribadito la validità dell’opera oggetto di inaugurazione e più in generale dell’attività che il Consorzio svolge a favore del territorio, sia nella quotidianità, sia con importanti progetti, compresi quelli che vanno nella direzione di tesaurizzare la risorsa idrica con idonei invasi, quali quelli di Meda e del Vanoi; la senatrice Mara Bizzotto si è unita nel valorizzare la bontà dell’intervento e del compito del Consorzio; infine Francesca Coniglio, dirigente del Ministero dell’Agricoltura, ente finanziatore dell’impianto, ha avuto parole di soddisfazione dell’opera portata a compimento e per la capacità operativa del mondo della bonifica e in particolare del Consorzio Brenta.
Si è poi proceduto con la benedizione da parte del parroco di Colceresa, don Ernesto Cabrelle, e con il classico taglio del nastro, con la concomitante attivazione dell’impianto che in una bellissima giornata di sole ha fatto partire i getti d’acqua dell’irrigazione.
L’opera irrigua consiste di un primo lotto che già da solo offre notevoli benefici e che ulteriori ne darà per i futuri allacciamenti a favore di altri ambiti agricoli, nonché per la potenzialità di ricarica della falda che esso consente in modo fortemente innovativo.
Il primo lotto già realizzato consiste in una centrale di pompaggio, ubicata a Colceresa ove è avvenuta l’inaugurazione, e in una rete tubata a pressione che si dirama nei comuni di Colceresa, Breganze, Sandrigo e Schiavon, utilizzando le acque proveniente dal fiume Brenta tramite già esistenti infrastrutture realizzate nel passato dal Consorzio.
I fondi, pari a 12 milioni di euro, provengono dalla Legge 145 del 2018, “fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle Amministrazioni dello Stato e allo sviluppo del Paese”, per il tramite del Ministero dell’Agricoltura.
Le ulteriori potenzialità future sono previste, previo ulteriore finanziamento, sia per un secondo lotto in pianura per la zona di Schiavon, sia per servire le zone collinari tra Colceresa e Marostica, sia per alimentare ulteriori aree tra Breganze e Sandrigo oggi servite da obsoleti pozzi che prelevano dalla falda e che verrebbero sostituiti dalla derivazione dal fiume Brenta; infine, le linee tubate principali sono state sovradimensionate per offrire ulteriori possibilità, non irrigue ma ambientali, di ricaricare la falda. Questo ovviamente richiede appositi fondi aggiuntivi, ma la premessa per poterlo fare è già reale.
L’opera in esame vede la luce dopo notevoli e numerose difficoltà che si sono affrontate e superate: la impegnativa progettazione, la partecipazione a vari bandi ministeriali fino all’ultimo in cui il Consorzio è risultato assegnatario, quindi un non facile ottenimento del finanziamento pubblico dopo vari anni di tentativi; i ricorsi che hanno bloccato la realizzazione per un paio d’anni e la vittoria in tribunale; l’appalto dell’opera e la sua realizzazione, pure non semplice sia per l’ampia area interessata, sia perché nel frattempo abbiamo vissuto il periodo peggiore per l’incremento dei prezzi.
È quindi con grande soddisfazione che l’impianto pluvirriguo è già stato attivato durante la stagione irrigua 2024, frutto di diligente impegno e oseremmo dire anche caparbietà e capacità di non arrendersi nonostante tutte le difficoltà sopra accennate.
La tenacia dell’Amministrazione del Consorzio e della sua struttura quindi è stata premiata: il servizio irriguo viene garantito con sistemi di adacquamento moderni, anche detti “di precisione”, grazie a cui le dotazioni irrigue diventano un terzo rispetto a quelle preesistenti, quindi con notevole risparmio d’acqua. Con il grande caldo di questa estate l’impianto è risultato fondamentale ed apprezzato da tutti coloro che ne hanno già avuto la disponibilità, tanto che anche gli altri utenti chiedono con insistenza al Consorzio il completamento dell’opera (ormai prossimo) e la possibilità di allacciarsi per la prossima stagione 2025.
Un particolare ringraziamento va rivolto al Ministero delle Politiche Agricole, nonché alla Regione che ha fornito il suo supporto, ai Comuni interessati che sono sempre stati vicini, oltre che a tutti coloro che hanno collaborato nell’iter amministrativo, non dimenticando la struttura del Consorzio che ha redatto il progetto e seguito i lavori, che sono stati ritenuti meritevoli di essere concretizzato.
Il Consorzio nel frattempo non si è fermato e ha anche redatto altri sette progetti esecutivi di impianti irrigui, compresi quelli collegabili a questo già realizzato, partecipando a vari bandi nazionali che si spera possano offrire positivo riscontro.
Inoltre il Consorzio ha già coinvolto i Comuni e le Associazioni Agricole, da una parte, e la Regione dall’altra, per poter mettere in campo anche la seconda grande funzione dell’impianto: quella di ricarica della falda. A tal proposito, infatti, le tubazioni sono già realizzate, servono aree ove poter realizzare la ricarica e i relativi fondi.





