Il rischio climatico nel Nord Est
Convegno dell’Associazione Idrotecnica Italiana, il nostro Consorzio protagonista
Il nostro Direttore è stato chiamato come relatore ad un importante convegno organizzato dall’Associazione Idrotecnica Italiana. Esso si è tenuto il 22 marzo scorso, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, presso l’Orto Botanico di Padova.
Dopo l’introduzione del prof. Vincenzo Bixio, Presidente della Sezione Veneta dell’Associazione, e di Massimo Coccato per l’Ordine degli Ingegneri di Padova, il convegno si è svolto in tre sessioni:
• la prima, su “Cambiamenti climatici con particolare riferimento all’Italia Nord Orientale”, moderatore Mariano Carraro, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Venezia, ha visto i seguenti interventi:
- Antonio Rusconi, Associazione Idrotecnica Italiana, “Il rapporto Climate Change 2022 dell’Intergovernmental Panel on Climate Change: impatti, adattamento e vulnerabilità”;
- Maurizio Ferla, Istituto Superiore per la Prevenzione e la Ricerca Ambientale, Roma, “Gli strumenti di governance a scala nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici.”;
- Chiara Favaretto, Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Padova, “Dinamiche costiere e cambiamento climatico”;
- Roberto Gasparetto, Amministratore Delegato AcegasApsAmga, “Le piogge intense nella Regione Friuli Venezia Giulia”;
- Valentina De Marchi, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova, “Cambiamenti climatici: le prospettive delle imprese”;
• la seconda, su “Il rischio climatico in ambito urbano nell’Italia Nord Orientale”, moderatore Italo Saccardo dell’Associazione Idrotecnica Italiana, ha visto i seguenti interventi:
- Vincenzo Bixio, “Adeguamento alle nuove conoscenze delle piogge massime di breve durata nel dimensionamento delle opere idrauliche in ambito urbano”;
- Michael Perin, Siap + Micros, “La misura dei parametri idrometeorologici nei grandi eventi climatici: l’esempio dell’evento Vaia nel bacino del Piave”;
- Michele Ferri, Autorità di Bacino Alpi Orientali, “Scenari evolutivi per la valutazione di nuovi rischi di allagamento nell’ambito delle strutture urbane”;
- Matteo Nicolini, Università di Udine, “La riprogettazione urbana per l’adattamento ai cambiamenti climatici: l’esempio della città di Pordenone”;
• la terza, su “Il rischio climatico in ambito agricolo nell’Italia Nord Orientale”, moderatore Francesco Baruffi, Associazione Idrotecnica Italiana, ha visto i seguenti interventi:
- Nico Dalla Libera, Autorità di Bacino Alpi Orientali, “La gestione delle risorse idriche e dei fenomeni siccitosi”;
- Filippo Moretto, Anbi Veneto, “Proposte dei Consorzi di bonifica per l’invaso della risorsa idrica in un clima che cambia”;
- Umberto Niceforo, Consorzio di bonifica Brenta, “Le infrastrutture e le azioni necessarie nel Nordest per affrontare i cambiamenti climatici in ambito irriguo”;
- Fabio Strazzabosco, Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, “Effetti del rischio climatico sulla qualità dei corpi idrici”.
Si è poi dato spazio alle proposte delle Associazioni agricole per l’adattamento al rischio climatico, con la C.I.A., la Coldiretti e Confagricoltura Veneto.
Il convegno ha fatto registrare notevole interesse e vasta presenza. In particolare, sono state evidenziate le previsioni da parte di Organismi Scientifici Internazionali che prevedono un incremento delle temperature e dei livelli dei mari e le evidenti conseguenze sul clima e sugli eventi meteorologici, con netto incremento dei rischi di esondazione, da una parte, e di periodi siccitosi più lunghi ed intensi, dall’altra. In questo quadro, sono state evidenziate le azioni per mitigare queste tendenze molto preoccupanti. Nel caso del mondo dei Consorzi, rappresentato nell’occasione dal nostro Direttore, sono in campo opere di trattenuta delle acque nei momenti di abbondanza (bacini), di risparmio idrico, di ricarica della falda e di intercettazione della risalita del cuneo salino lungo la costa, tutte coniugate a contesti di valorizzazione ambientale. Nel caso del Brenta si è citata la proposta del bacino del Vanoi, utile sia per la laminazione delle piene che per una migliore regolazione idrica, con conseguenze positive per tutto il sistema di valle, opera che è all’attenzione del Governo.


