Fruizione da parte della cittadinanza
Canali e boschi di ricarica Rosà, con la primavera
Per il secondo anno il nostro Consorzio è stato al fianco dell’azienda Mevis di Rosà in occasione della pedalata aziendale di Primavera nell’ambito del progetto interno “Mevis go Bike”. I vertici dell’Azienda rosatese, che conta oltre 900 dipendenti dislocati in 5 unità produttive, sensibili alle tematiche ambientali e alla mobilità sostenibile, hanno promosso domenica 24 marzo per i propri collaboratori e famigliari una biciclettata alla scoperta del territorio che abbraccia le diverse sedi dislocate tra Rosà, Cusinati e Tezze sul Brenta.
Dopo i positivi riscontri dello scorso anno in cui la prof.ssa Antonietta Curci ha introdotto alla roggia Livelloni la storia della rete di corsi d’acqua del bassanese, il Consorzio è stato nuovamente coinvolto per illustrare ai partecipanti l’Area Forestale di Infiltrazione (A.F.I.) presente al Bosco delle Prese in località Stroppari di Tezze.
I presenti, dopo i saluti da parte dei vertici aziendali e del sindaco di Rosà, Elena Mezzalira, dalla sede di Cusinati hanno preso la via di Cartigliano, soffermandosi, tra le altre, lungo la roggia Livelloni ed a Villa Cappello Morosini, dove è stata illustrata la storia del complesso in stile palladiano. Superati gli argini del Brenta e la zona delle “Basse”, il gruppo si è poi diretto al Bosco delle Prese, dove a pochi passi è ubicata una sede produttiva aziendale.
Qui si è constatato lo stupore per molti di scoprire la presenza del bosco di ricarica della falda messa a disposizione da parte del Comune di Rosà, proprietario dell’area, a beneficio non solo dell’ambiente ma anche dei residenti nelle zone più a sud della Regione.
Un referente del Consorzio presente nei pressi dei pannelli illustrativi ha illustrato la conformazione e struttura dell’area, disposta su di una superficie di 6 ettari che nei momenti di abbondanza idrica, cioè da settembre a maggio di ogni anno, va a ricaricare la falda trattenendola sul territorio e incrementando le risorse idriche sotterranee, che dagli anni Sessanta in poi hanno dimostrato un progressivo depauperamento. Un’opera che quindi va a mitigare tale effetto e va a favore, oltre al resto, delle risorgive del nostro comprensorio, che in parte sono scomparse e in parte hanno drasticamente diminuito, nel tempo, i loro apporti. Ad alimentare l’A.F.I. quale vettore idrico è la roggia Dolfina (derivata dal fiume Brenta), attraverso la sua derivata roggia Michela.
Alberi e acqua: un binomio mutuato dal modello delle nostre campagne, che da secoli vedono affiancati canali e siepi, e che insieme diventano reti ecologiche a favore di fauna e flora. Nel caso specifico, gli alberi c’erano già, e dal punto di vista forestale sono stati valorizzati, mentre sono state aggiunge le scoline per ottenere la funzione di ricarica della falda.
Molte le domande e le curiosità poste dai presenti, che hanno poi proseguito poi la pedalata verso la sede di partenza per concludere, con un momento conviviale, la mattinata.



