Convegno a Taglio di Po
Tema: Realizzazioni di bonifica idraulica nel Triveneto tra fine Ottocento e inizio Novecento
Si è tenuto il 9 dicembre scorso presso l’Idrovora Ca’ Vendramin a Taglio di Po un importante incontro sulle “Realizzazioni di bonifica idraulica nel Triveneto tra fine Ottocento e inizio Novecento”, nell’ambito della collaborazione tra ANBI Veneto e Associazione Triveneta dei Dirigenti della Bonifica, basata sulla comune attenzione alla valorizzazione e diffusione della storia e della cultura della bonifica.
L’iniziativa, che tra i promotori, oltre all’Associazione dei Dirigenti, conta anche la Fondazione Ca’ Vendramin e la Regione del Veneto, ha inteso porre l’accento sugli aspetti storici, sociali ed economici della bonifica nell’Italia post Unità, mettendone in evidenza alcuni protagonisti.
Dopo il saluto delle autorità e l’introduzione da parte di Elisabetta Novello, docente di Storia presso l’Università di Padova, si è tenuta una sessione su “Grandi opere di bonifica e eminenti figure di bonificatori” che ha visto i seguenti interventi:
• “Antonio Zecchettin e la bonifica dell’Isola di Ariano”, a cura di Lino Tosini, Fondazione Ca’ Vendramin;
• “Feraci i campi, benefiche l’acque, sane le case. L’opera di Paolo Camerini (1868-1937)”, a cura di Umberto Niceforo, Consorzio di bonifica Brenta;
• “I protagonisti della esecuzione del Cavo Maestro del Bacino Superiore e del Collettore Padano Polesano”, a cura di Giovanni Veronese, Consorzio di bonifica Adige Po;
• “La figura di Cesare Primo Mori, nella bonifica della Bassa Friulana e nella realizzazione dell’acquedotto dell’Istria”, a cura di Stefano Bongiovanni, Consorzio di bonifica Pianura Friulana;
• “L’ing. Luigi Aita (1832-1891) e la sistemazione idraulica del bacino Pratiarcati a sud di Padova”, a cura di Francesco Veronese, Consorzio di bonifica Bacchiglione;
• “La bonifica nel Veneto Orientale verso il Congresso di San Donà del 1922. I bonificatori tra ideologia, impresa e pianificazione”, a cura di Sergio Grego e Graziano Paulon, Consorzio di bonifica Veneto Orientale.
In particolare, nell’occasione il nostro Direttore ha tratteggiato l’esemplare figura di Paolo Camerini. Egli, perso il padre a 16 anni, assunse giovanissimo la direzione della proprietà ereditata, di oltre 100.000 ettari di terra. Nel frattempo si laureò in legge a soli 23 anni con una tesi dal tema "I doveri del ricco proprietario di fronte alla ricchezza nazionale e ai lavoratori del suolo". Nel delta del Po realizzò grandi lavori di bonifica ed a Piazzola sul Brenta volle attuare un progetto agricolo-industriale, per il quale venne suddivisa la proprietà in appezzamenti regolari, costruite case coloniche, stalle, strade e canali d'irrigazione. Venne eretta una centrale idroelettrica di 500 cavalli-vapore, poi due fornaci per laterizi, una fabbrica d'acido solforico, una di concimi chimici che fu la prima del Veneto, un cementificio e uno iutificio. Villa Contarini venne riportata al primitivo splendore, con la demolizione delle parti aggiunte e il ripristino delle logge, la decorazione interna e l'arredamento, una pinacoteca e una ricca biblioteca. Le risaie contermini vennero convertite in parco, con lago e isoletta. Il Camerini volle pure ampliare i redditizi cantieri per lo scavo della ghiaia del Brenta e dar vita a una fabbrica di conserve alimentari, ad alcune officine per riparazioni meccaniche, una segheria, una fabbrica di zoccoli, un mulino, essiccatoi per il tabacco, una latteria con caseificio, una fabbrica di ghiaccio, due filande di seta.
Il piccolo paese agricolo crebbe rapidamente divenendo il centro più produttivo della provincia; in poco più di dieci anni sorsero un centinaio di case coloniche, e inoltre bagni pubblici, un albergo, palestre e sale di riunione, municipio, dormitorio, scuole ed asilo infantile. La popolazione, che nel 1890 contava 1.900 abitanti, salì nel 1914 ad oltre 4.000, e nel comune passò dai 5.500 a oltre diecimila. Inoltre nel 1911 venne inaugurato il tronco ferroviario Padova-Piazzola, voluto dal Camerini.
Per la sua attività, il Camerini fu fatto nel 1902 cavaliere del lavoro. Fu consigliere comunale di Padova e consigliere provinciale di Rovigo. Venne eletto alla Camera dei deputati per due legislature. Fu tra i fondatori della cattedra ambulante d'agricoltura, presiedette la Camera di commercio di Padova e la Cassa di risparmio. Fu nominato duca per meriti agricolo-industriali.
L’attività del Camerini si incrocia in varie modalità con la Bonifica, declinata in vari suoi aspetti: scolo delle acque, valorizzazione delle terre, irrigazione, agricoltura produttiva, energia idraulica, e indirettamente sull’ambiente, sul paesaggio, sull’architettura e sull’urbanistica.
Molti segni di tutto questo sono giunti fino a noi, anche nell’attività del Consorzio di bonifica, di cui ci onoriamo di essere testimoni. A Piazzola sul Brenta, con l’aiuto della Regione Veneto, come Consorzio Brenta abbiamo avuto modo di lavorare: per la sistemazione della roggia Contarina, presso gli specchi acquei del parco della villa, nel recupero del bacino di Isola, nella riattivazione della centrale idroelettrica di Isola. Anche a Bassano del Grappa la centrale idroelettrica di San Lazzaro e il canale Medoaco in qualche modo hanno visto l’acume del Camerini (socio del Consorzio Medoaco che realizzò tali opere) proiettato in opere di valenza multipla che si sono concretizzate e sono tuttora attuali. Analoghi segni rimangono anche nelle terre del Delta del Po.




