Cibo e irrigazione

Convegno il 20 marzo

Eventi

Si avvisa fin d’ora che venerdì 20 marzo mattina si terrà un convegno sul tema “Cibo e irrigazione”, appositamente organizzato dal Consorzio di bonifica Brenta, su idea del Commissario Straordinario dr. Luigi De Lucchi. L’iniziativa si terrà presso villa Busetto a San Giorgio in Bosco, in località Giarabassa.

Il tema è stato ispirato dal recente riconoscimento della Cucina Italiana quale Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO, testimone della sua importanza nello sviluppo sostenibile, nella rispondenza al contrasto allo spreco alimentare e nella riduzione del consumo delle risorse.
Nel comprensorio del Consorzio Brenta vi sono vari motivi di connessione con il tema. Tra questi l’importanza che il settore lattiero-caseario riveste nell’agricoltura irrigua propria di questo territorio, che vede nel prato polifita irriguo una delle colture più diffuse, alla base dell’allevamento della vacca da latte. Tale allevamento fornisce il latte trasformato da varie cooperative casearie e da caseifici privati in formaggi a pasta dura e molle, eccellenze gastronomiche che hanno raccolto importanti riconoscimenti anche in concorsi internazionali.

Anche il settore cerealicolo gode del servizio irriguo, con particolare riferimento al mais la cui granella di qualità e sana, oltre a entrare nella razione alimentare degli allevamenti, si presta ad essere utilizzata dall’industria molitoria nella produzione di farine alla base di alimenti di qualità, destinati anche a diete dove deve essere assente il glutine.
Nel territorio del Consorzio Brenta da anni è coltivato con successo anche l’asparago bianco, che pur essendo prodotto e commercializzato nel periodo primaverile, vede nelle cure colturali anche irrigue del periodo estivo le premesse indispensabili che ne esaltano la qualità che verrà apprezzata dai consumatori nella primavera successiva.
Analoghe considerazioni possono venir addotte per la coltura del ciliegio che fa riscontrare aree di grande vocazione nelle aree collinari occidentali del comprensorio, dove il Consorzio vede l’opportunità di consolidare l’attività irrigua.
Anche per la coltura dell’ulivo, con il cambiamento climatico, la presenza dell’irrigazione è determinante, diversamente da quanto si riteneva in passato.
Non vi è incertezza invece sul forte legame tra la attività irrigua e la coltivazione del riso in quella parte del territorio che gravita attorno a Grumolo delle Abbadesse.
È proprio nello stretto legame tra irrigazione e produzioni agricole di eccellenza che nasce la preoccupazione che la paventata riduzione delle derivazioni dai fiumi (nel nostro caso il Brenta) si possa tradurre in un’inaccettabile riduzione delle disponibilità irrigue che da secoli costituiscono elemento fondante per tale patrimonio culturale e gastronomico; al quale sembra impossibile rinunciare senza che ciò si traduca in una grave perdita in termini di biodiversità vegetale, strettamente legata alla coltura e alla attività irrigua dalla quale non può prescindere.
E se la quotidianità della presenza della cucina italiana nella nostra vita e in quella di chi viene accolto nel nostro territorio è la caratteristica che ci permette di essere utenti assidui del patrimonio immateriale UNESCO, le colture agrarie legate all’irrigazione bene esprimono la ricchezza del patrimonio naturale e culturale che le comunità del comprensorio intendono mantenere e valorizzare, anche attraverso la importantissima gestione dell’acqua derivata dal Brenta.

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